Sono coetanei Nicola Zalewski ed Edoardo Bove, e giocano insieme dal 2012, quando il secondo, pescato nella Boreale, venne aggregato al gruppo dei Pulcini classe 2002, di cui l'altro faceva parte già da quando era stato allestito, dodici mesi prima: hanno debuttato in serie A nella stessa partita e nella stessa interruzione di gioco, Roma-Crotone 5-0 del 9 maggio, e sono entrambi stati portati in ritiro in Algarve, e confermati nella rosa di prima squadra. Potevano incontrarsi anche giovedì scorso, quando Bove ha debuttato con la nazionale Under 20, che ha affrontato (e battuto) la Polonia, ma Zalewski, che ha il doppio passaporto, ed era convocabile da entrambe le nazionali, aveva cose più importanti da fare. Il 16 agosto il ct della Polonia Paulo Sousa lo ha convocato per la prima volta con la nazionale maggiore, con 2 sole presenze in prima squadra, e domenica sera lo ha fatto debuttare. A Serravalle, l'impianto del San Marino, lo stesso in cui nel 2008, a 20 anni, debuttò Robert Lewandowski, ovviamente segnando. Quel giorno finì 2-0, domenica 7-1, e Zalewski, che di anni ne ha 19, non ha segnato ma ha fatto assist, regalando a Buksa il pallone dell'ultimo gol, come aveva fatto contro il Crotone con Borja Mayoral. Il suo gol, pochi giorni prima, gliel'aveva tolto l'Uefa, considerando decisiva la deviazione di Telles contro il Man United e classificando come autogol il suo tiro vincente. Ne ha fatti due in precampionato, tra cui quello alla Triestina, al Nereo Rocco, unico di una gara contro una squadra di C. Mourinho è rimasto colpito dalla sue qualità, e ha deciso di confermarlo in rosa, senza mandarlo in prestito. Lo scorso primo settembre era ancora nella rosa di prima squadra, cosa che ha fatto scattare una clausola inserita nel contratto fino al 2024 annunciato dal club il 17 novembre scorso: aumento di ingaggio e prolungamento di un anno, fino al 2025.

La chiamata della Polonia

La Roma lo aspetta da anni, da quando doveva ancora sviluppare fisicamente, era il più basso della squadra e giocava poco, da un po' di tempo lo ha preso sotto la sua ala Lorenzo Pellegrini, con cui condivide procuratore, duttilità e ruolo: come il capitano ha giocato in tutti i ruoli del centrocampo, e ancor più spesso da trequartista, ma rispetto al numero 7 ha anche molte gare da ala sinistra. Dal 2017 se lo coccola anche la Polonia: è nato a cresciuto vicino Tivoli, ma i genitori, in Italia da una vita, sono polacchi, e gli hanno dato il doppio passaporto. E Zibì Boniek lo ha segnalato alla sua federazione: i suoi coetanei giocano adesso in Under 20, lui lo ha fatto 2 anni fa, convocato per il Mondiale di categoria, tenuto proprio in Polonia, a maggio 2019. Per l'Italia c'erano Scamacca, Luca Pellegrini e Pinamonti, lui, che ha 3 anni di meno, era uno dei più giovani del torneo. La Figc ha fatto solo qualche timido sondaggio, da domenica non potrà fare più nulla: chi ha giocato nelle giovanili può ancora cambiare bandiera, chi con la nazionale maggiore ha fatto solo amichevoli anche, ma il numero 59 della Roma ha giocato una gara ufficiale, di qualificazione.

«Sognavo la Polonia da quando ero bambino - ha dichiarato a una radio polacca, dopo l'esordio - il mio sogno si sta avverando. Il mister Paulo Sousa conta molto su di me, finora abbiamo parlato per cinque minuti. Ho saputo della chiamata quando ero negli spogliatoi della Roma. Sono rimasto sorpreso, ho chiamato subito mio padre: era molto felice, urlava di gioia, piangeva. Questa è una grande gioia per lui. E Mourinho mi ha detto che avrò le mie occasioni in campo». Le avrà anche con la Polonia, magari già a partire dalle due prossime gare, contro Albania e Inghilterra, a quanto ha dichiarato Paulo Sousa. «Non mi piace fare distinzioni tra i calciatori, ma devo dire qualcosa su Zalewski - ha dichiarato il suo ct - era il suo esordio ed è riuscito a mostrare la sua personalità. Ha giocato in due ruoli diversi ed era importante che anche i suoi compagni vedessero quello che noi vediamo in lui. Potrà aiutarci». Tornerà a Trigoria giovedì, ma la Roma non ha fretta: quella di questa settimana è tutta esperienza che farà molto comodo, quando Mourinho avrà bisogno di lui.