Certe volte la felicità uno ce l'ha così vicina che gli pare di toccarla. Sono quegli attimi che cerchiamo, quasi, di afferrare con le mani per tenerceli stretti senza vederli sfumare troppo rapidamente. Mi viene in mente, allora, una scena di un film di Ozpetek: Saturno contro. Lorenzo, interpretato da Luca Argentero, mentre torna a tavola osserva tutti i suoi amici più cari e il suo compagno – Davide: Pierfrancesco Favino – ridere e scherzare tra di loro e pensa: «Voglio che tutto rimanga com'è adesso, per sempre. Anche se so che per sempre non esiste». Penso al momento della ROMA, unico. E non lo dico per le quattro vittorie consecutive – anche se non vi nascondo che se fosse per me vorrei che la partita con il Sassuolo fosse già domani – ma per il periodo senza tensioni che stiamo vivendo: veniamo da anni in cui le divisioni, e le contrapposizioni, hanno dilaniato la passione di alcuni, stagioni di maldigerito travaglio societario finito con il generare partiti, fraintendimenti. Un cortocircuito insopportabile.

Ecco, pensateci… viviamo adesso, invece, una fase della nostra storia in cui ogni componente che tiene in vita il sogno chiamato ROMA rema dalla stessa parte: società, allenatore, squadra, tifosi. Un'armonia che non si respirava da tanto, troppo tempo, un equilibrio sopra la migliore follia che travolge e coinvolge tutti come fosse un fiume in piena ma d'entusiasmo. Godiamocelo, godiamocela: ce lo meritiamo. E soffiamo alle spalle di questa squadra preservandola dai temporali, che un giorno arriveranno, come fossimo l'esercito di Luisa Petrucci, armati del suo stesso ombrello, della sua stessa incrollabile passione: così, senza più cadere nella tentazione di frazionare la spinta in più voci, ma convogliando lo stesso fomento per unico traguardo. Perché se Mourinho sta cambiando la testa dei calciatori – lo vediamo: partita dopo partita, tackle dopo tackle – noi dovremo essere capaci di dargli il tempo e il modo di fargli cambiare anche la storia di questo club che mai come in questo periodo ha tutti i protagonisti, chi prende decisioni, chi gioca e chi tifa, schierati l'uno al fianco dell'altro: questo fronte comune è bellissimo, davvero. Com'era? Ah, sì: "Voglio che tutto rimanga com'è adesso, per sempre".