Se non è una pesca miracolosa quella nell'urna di Istanbul, il risultato è quantomeno più benevolo rispetto ai precedenti. Dopo aver conquistato l'accesso alle fasi finali di Conference League battendo nettamente il Trabzonspor nel doppio confronto, la Roma trova nel proprio girone gli ucraini dello Zorya Luhansk, i bulgari del Cska Sofia e i norvegesi del Bodo/Glimt. Un vero e proprio passaggio a nord-est, contro squadre sulla carta non irresistibili - ovviamente da non sottovalutare, come in ogni competizione internazionale - che presentano però incognite più che altro di carattere climatico. La gara d'esordio è in programma il 16 settembre in casa contro il Cska Sofia, così come l'ultima giornata, questa volta in Bulgaria, il 9 dicembre. In mezzo gli altri quattro turni, distanti alternativamente due o tre settimane l'uno dall'altro: 30 settembre Zorya Luhansk-Roma, 21 ottobre Bodo/Glimt-Roma, Roma-Bodo/Glimt il 4 novembre e Roma-Zorya Luhansk il 25 novembre.

Certo, il sorteggio avrebbe potuto mettere di fronte squadre più quotate: Rennes o Feyenoord in seconda fascia, Union Berlino in terza, ma anche il Maccabi Haifa in quarta (peraltro olandesi, tedeschi e israeliani sono capitati nello stesso gruppo, l'E, a prima vista il più ostico, insieme allo Slavia Praga). Ma la Roma è pur sempre il club con il miglior coefficiente Uefa dell'intera competizione e per una volta non dovrà affrontare le peggiori avversarie possibili.

Guai ad abbassare la guardia però. Il monito può arrivare proprio dal Cska Sofia, incrociato anche nell'ultima edizione di Europa League con una sufficienza che all'andata portò un deludente 0-0 casalingo e in Bulgaria addirittura una sconfitta (1-3), sia pure a qualificazione già ottenuta e con una formazione imbottita di riserve e ragazzi della Primavera da Fonseca. Il rischio sottovalutazione dovrebbe essere scongiurato con Mourinho in panchina, che pretende un livello di concentrazione sempre altissimo. Anche perché sarà fondamentale conquistare la vetta del Gruppo C, per evitare il turno supplementare - una sorta di spareggio con le terze dell'Europa League - e accedere direttamente agli ottavi di finale.

Da lì in poi il cammino verso la finale di Tirana del 25 maggio prossimo avrà senz'altro un maggiore coefficiente di difficoltà, sperando che l'urna eviti il più a lungo possibile incroci pericolosi con l'altra grande favorita alla vittoria finale, quel Tottenham allenato fino a qualche mese fa proprio dallo Special One. Senza spingersi troppo in là, nei gironi sarà fondamentale dosare le energie con gli impegni di campionato. In questo senso spicca la gara del 30 settembre in Ucraina contro lo Zorya, ovvero soli quattro giorni dopo il derby, anche se la stessa squadra di Sarri sarà impegnata in Europa League. Ancora più complessa la gestione della gara successiva in Norvegia contro il Bodo/Glimt, prevista fra la sfida di Torino contro la Juventus del 17 ottobre e quella casalinga col Napoli dell'ex Spalletti (pure alle prese con l'EL) del 24. La partita successiva di Conference (Roma-Bodo/Glimt) si disputerà invece 4 giorni dopo un altro big match di Serie A, quello con il Milan. Più abbordabile - sempre in teoria - il turno successivo in casa contro lo Zorya, in mezzo fra le gare con Genoa e Torino. Chiusura di girone in Bulgaria dopo aver affrontato l'Inter all'Olimpico.