un Roma Club delle dimensioni di un intero quartiere. Non un singolo bar, ristorante o locale adibito a luogo di ritrovo per i tifosi della Roma, ma un intero agglomerato urbano interconnesso e unito in nome della Roma. È l'ambizioso progetto ideato dai fondatori e promotori del Roma Social Club Garbatella: un nuovo modo di vivere e tifare la Roma. Tra di loro c'è Walter Graziani, l'ideatore del progetto e il presidente dell'Associazione Culturale e Sportiva Rione Garbatella.

Signor Graziani, come nasce l'idea di un Roma Social Club?
«Con il lockdown dello scorso anno e con l'impossibilità di andare allo stadio, le interazioni tra i tifosi romanisti si sono svolte prevalentemente online. Ogni discussione e ogni tipo di confronto è avvenuto attraverso i social, soprattutto tra i ragazzi. In un contesto di tale difficoltà, i tifosi di Garbatella hanno ideato un modo per superare il momento di crisi e fragilità emotiva: unirsi "a distanza" nel nome della Roma».

Che cosa intende?
«La comunità romanista di Garbatella ha rivoluzionato l'idea classica di Roma Club abbattendo virtualmente le quattro mura che ospitano un circolo o una associazione. L'idea alla base è che ogni "cellula" romanista dislocata nel mondo, ogni singola persona o luogo di incontro, bar negozi, hotel o pizzeria possa essere una potenziale sede del Club».

Un Roma Club senza una sede fissa, composto solo dai suoi soci...
«Un riferimento fisso e stabile è comodo per certi aspetti, ma con la tendenza delle relazioni a diventare sempre più digitali, non è più un fattore imprescindibile. Il Roma Social Club Garbatella vuole essere una presenza in uno spazio esteso, dove un intero quartiere - ma non solo: ogni singola persona o gruppo di amici - si ritrova in una sorta di piattaforma per condividere esperienze, aggiornarsi, comunicare».

Quanto è forte il legame con il territorio?
«Siamo molto orgogliosi della nostra appartenenza alla Garbatella, storica fucina del tifo romanista. Il quartiere è segnato da una profonda romanità che trova espressione nell'appassionato sostegno alla squadra giallorossa. Qui c'è un forte spirito di appartenenza, e di conseguenza ci teniamo alla nostra indipendenza come Club. Tutte le realtà sociali e commerciali sono da intendersi come un unicum diffuso, teso a confermare quello spirito di appartenenza al territorio, alla città, alla storia, ai colori, che da sempre caratterizza i garbatellani. Ma questo non fa di noi una realtà chiusa».

Cioè?
«Non bisogna per forza risiedere alla Garbatella per far parte del club. Ogni tifoso della Roma può registrarsi gratuitamente sul sito del Rione Garbatella (rionegarbatella.it) e unirsi alla nostra comunità. Ogni cellula romanista può essere romanista in ogni parte del mondo, e tutto può diventare una sede del Roma club. Questo è lo spirito del Roma Social Club».

Alla Garbatella c'è anche lo storico club "tradizionale".
«Il Social Club non si pone assolutamente in contrapposizione con il celebre Roma Club del quartiere. Qui alla Garbatella è una vera e propria istituzione, noi ci sentiamo una realtà complementare».

Avete un'organizzazione interna?
«Certamente. Ci sono un presidente, che resta in carica un anno (il mandato inizia e si conclude ogni 17 giugno) e due vicepresidenti. Il nostro presidente, il primo, è Romolo Ferrari, mentre i due vicepresidenti sono Piero Restante e Amedeo Ciaccheri, il presidente dell'VIII Municipio. Proprio insieme al Municipio abbiamo organizzato un'iniziativa per dare il benvenuto a José Mourinho».

Di che si tratta?
«Lo abbiamo contattato per invitarlo ufficialmente nel nostro quartiere. Insieme ai negozianti e commercianti del territorio abbiamo diffuso per tutta la Garbatella dei manifesti dedicati a lui. Vogliamo regalargli l'abbraccio della gente di Garbatella».

Un Presidente di Municipio con un ruolo di rappresentanza all'interno di un Roma Club è un unicum meritevole di un approfondimento. Per questo ci siamo messi in contatto con Amedeo Ciaccheri. Presidente, innanzitutto grazie per la disponibilità. Cosa ci fa un Presidente di Municipio ai vertici di un Roma Club?
«Ho accettato di ricoprire questa carica onorifica con orgoglio, sia come tifoso romanista, sia in qualità di responsabile di un territorio che vede nella sua storia e nella sua identità sociale un' identità genetica con i colori della Roma».

Qual è il legame tra il Club e la Garbatella?
«L'idea del club è nata per rilanciare nel quartiere questo amore, questa passione sportiva che fa parte dell'anima di Garbatella. Il Social Club si affianca allo storico Roma Club Garbatella per continuare la d'amore popolare tra la gente del quartiere e la Roma, e si propone di produrre una forte identità sociale tra i suoi soci e il territorio che non si fermi al rapporto tra la Roma e i garbatellani, ma che sia proattiva nei confronti della comunità. In questo senso ci siamo distinti per numerose iniziative benefiche e solidali».

Ad esempio?
«Nell'ultimo anno e mezzo di pandemia il Municipio VIII, insieme agli amici del Roma Social Club, all'interno della piattaforma del "Municipio Solidale" ha messo in campo tante iniziative differenti per sostenere la comunità, come la diffusione di beni alimentari e l'installazione di reti economiche di prossimità. Sono attività di sostegno per le attività del quartiere che potevano essere messe in crisi dalla pandemia. Fare questo con il supporto della AS Roma è stata un' occasione che abbiamo raccolto lavorando insieme a Roma Cares».

Walter Graziani accennava a un'iniziativa per Mourinho…
«È uno dei progetti di cui sono contento che il Social Club voglia farsi promotore. Dare a Mourinho il benvenuto nella nostra città non solo nei luoghi istituzionali ma an che nel quartiere popolare orgoglioso della propria storia e identità. Raccolgo e rilancio l'invito a Mourinho per fare una passeggiata a Garbatella e venire a raccogliere l'abbraccio del suo popolo».

C'è già una data?
«Non abbiamo ancora date certe, ma questa intervista è l'occasione buona per rilanciare l'invito nella speranza che possa accettare».

Fronte Stadio. Nelle scorse settimane tra le possibili sedi del nuovo progetto è emersa l'area dei Mercati Generali.
«Si tratta di un'operazione da approfondire. Sarebbe un importante presupposto per riconnettere il club con la propria storia e comporterebbe un grande novità per il nostro panorama calcistico, quella di inserire gli stadi all'interno del tessuto urbano, un'ipotesi che in Europa va avanti da tempo. Tuttavia è importante una precisazione: sull'area dei Mercati Generali insistono dei progetti più che decennali di riqualificazione che vanno risolti prima di poter pensare a un'altra destinazione per quell'area, la quale rimane dismessa e rappresenta una situazione di vuoto urbano. Prima di parlare dello stadio è importante capire a che punto sono questi progetti su cui esiste un vincolo. Attualmente sono fermi in Campidoglio, bisogna capire il futuro di queste progettualità. È una questione urgente, la discussione sui Mercati Generali è una priorità per lo sviluppo dell'area e vogliamo essere coinvolti come Municipio per la verifica».

Influiranno le elezioni?
«È il vero tema. Questa discussione andrà affrontata con il nuovo sindaco e la prossima Consigliatura, sarà uno dei file aperti dopo il disastro della vicenda di Tor di Valle che era già chiara ma è stata protratta. Bisognerà affrontare la discussione con chiarezza e certezza dei tempi. Ormai è una delle questioni all'ordine del giorno per la campagna elettorale».