L'allarme ufficialmente lo ha fatto scattare Eusebio Di Francesco. «È il caso di cominciare a farsi qualche domanda visti i tanti infortuni muscolari che ci stanno capitando» ha detto il tecnico nel dopo partita con il Real Madrid. Stravero. Anche se forse Di Francesco non aveva sentito che la sirena d'allarme, tra un flessore, un polpaccio e un retto femorale, da tempo era entrata in funzione. E poi ieri, tanto per ribadire, l'allarme è aumentato di intensità dopo che è trapelata la notizia che pure Ante Coric è stato costretto a fermarsi per un fastidio muscolare. Diciottesimo stop causato da un muscolo di un giocatore. Si sono infortunati giocatori che il campo lo hanno visto quasi sempre da fuori (Coric), giocatori che le hanno giocate quasi tutte (Dzeko), portieri (Olsen), attaccanti (El Shaarawy, Kluivert, Schick), centrocampisti (Lorenzo Pellegrini). E poi ci sono gli infortunati seriali, medaglia d'oro per Pastore quattro volte costretto ad alzare bandiera bianca perché, a turno, i suoi polpacci gli hanno fatto capire che era il caso di fermarsi, medaglia d'argento Diego Perotti che è stato il manifesto degli infortuni, distorsione alla caviglia, problema al soleo, infine anche lui il polpaccio. Abbiamo fatto un raffronto con le altre grandi, o presunte tali e purtroppo tra queste presunte dobbiamo metterci anche la nostra Roma: la squadra giallorossa è di gran lunga quella che in questa stagione ha subito più infortuni.

C'era una rosa lunga

Il risultato che la presunta, pure qui, rosa lunga costruita l'estate scorsa, di fatto non è mai stata un fattore, un'opzione per il tecnico. Anche se poi si può pure dire che, l'altra faccia della medaglia, ci ha detto che alcuni giocatori arrivati l'estate scorsa, ma anche qualcuno che già c'era, tutto sono stati meno che un successo. Ma tornando alla questione degli infortuni, la decimazione della rosa è stata una costante che progressivamente è peggiorata. Prendete per esempio il reparto del centrocampo. Si diceva, sono in sei: Nzonzi, De Rossi, Cristante, Lorenzo Pellegrini, Zaniolo, Coric. Ecco, toccando ferro, abili e arruolabili per la sfida di domenica sera, ne sono rimasti tre, non ci sarà un cambio in panchina anche se volendo Florenzi o Kolarov (oddio) potrebbero andare a fare il mediano. Stesso discorso per gli attaccanti con Dzeko ed El Shaarawy sicuramente fuori e Perotti che nella migliore delle ipotesi non potrà avere nelle gambe più di una manciata di minuti.

Ma qual è la risposta?

Di Francesco si è fatto la domanda, ma il vero problema sarà trovare una risposta. I campi di Trigoria? Gli scarpini? I carichi di lavoro? La sfortuna? Nelle stagioni passate il problema già c'era stato e il dito accusatore si era indirizzato nei confronti dei due preparatori nordamericani, Norman e Lippie, salutati alla fine della stagione passata un po' perché alla fine del contratto, ma un po' pure in conseguenza di quei troppo infortuni che ne avevano messo in dubbio la professionalità e la competenza. Certo, però, che la risposta più normale e logica, soprattutto a fronte di infortuni che sono molto simili, non può che essere quella della preparazione fisica. Di Francesco quest'anno ha voluto uno staff tutto suo. Uno staff di cui non mettiamo certo in discussione la professionalità, anche se pure lo staff, insieme al tecnico, sarà il caso che si ponga il problema dei troppi infortunati. Se non per quest'anno, almeno per il futuro.