C'è stata l'amichevole riaperta al (poco) pubblico a Frosinone a luglio, a un passo da Roma, c'è stata poi la presentazione all'Olimpico alla vigilia di Ferragosto con i marocchini del Raja Casablanca a stadio semiaperto, poi c'è stato il debutto ufficiale giovedì in una competizione a Trabzon (ma lì i tifosi ammessi erano solo locali): ma stasera sarà un'altra cosa. Stasera vai finalmente a cena con l'amore che non vedevi da tanto tempo, da un anno e mezzo ormai. E non vedi l'ora, conti il tempo che passa, non sai neanche come vestirti (spoiler: una maglia della Roma), e studi il percorso, e il tempo per arrivare, e il clima che farà. Poi, puntuale, alle 20,45 si consumerà nuovamente l'amore più puro, quello incontaminato, quello che si concede senza nient'altro in cambio (si vabbé, si vorrebbe qualche risultato, ma quello manca da troppi anni e la passione non si stempera, anzi). Stasera gioca la Roma all'Olimpico e lo stadio sarà riaperto a 30.000 spettatori, che poi è quel livello di riempimento dell'impianto che prima del Covid si riteneva un ottimo livello. Ci sarà la curva, non tutta magari, ci sarà il pubblico, ci sarà lo speaker (lo stesso di sempre, Matteo Vespasiani), col rituale delle formazioni, le urla di ritorno e poi la partita, senza sentire più ogni singola voce dei calciatori e degli allenatori.

Mourinho la sua l'ha fatta sentire ieri, in una lunga conferenza stampa, anche questa con i giornalisti presenti a Trigoria e non più per il tramite dell'ufficio stampa. E così si è tornati anche a parlare un po' di calcio, del tempo necessario che secondo il tecnico ci vorrà per poter puntare con decisione ad un trofeo e della necessità di puntare per il momento a vivere alla giornata, anzi, a vincere alla giornata, poi si vedrà. Dunque, si comincia con la Fiorentina, una squadra tutta da svelare e per questo molto temibile. Il fatto che l'alleni Vincenzo Italiano, uno che lo scorso anno con lo Spezia ha complicato assai la vita a Fonseca, è un'aggravante. Il tecnico ha chiuso la sua avventura in Liguria affrontando la Roma all'ultima giornata, ora aprirà la sua storia in Toscana ancora con la Roma. La squadra dallo scorso anno non è molto cambiata. Dietro e in mezzo è praticamente la stessa, davanti ha ancora Vlahovic (e se dovesse andar via ci sarebbe ancora una volta da maledire questa assurda prassi del calcio europeo di tenere il mercato aperto quando è già cominciato il campionato) e in fascia avrà a destra Callejon e a sinistra Nico Gonzalez, uno che sembra un Iturbe che ce l'ha fatta, o quanto meno che ce la possa ancora fare. A preoccupare di più è però l'attitudine offensiva di Italiano: ma magari Mourinho sfrutterà proprio questa propensione per agire di conseguenza. Tra i due non esistono ovviamente precedenti in panchina, ma Italiano giocò titolare nel Chievo battuto a Milano dall'Inter di Mou il 14 dicembre del 2008.

Quanto alle tradizioni, la Roma ha vinto 40 delle 83 sfide giocate in casa nel massimo campionato (15 la Fiorentina). L'anno scorso, a novembre, vinse la Roma 2-0, con reti di Spinazzola (che ha appena cominciato la rieducazione del tendine rotto) e Pedro (ora alla Lazio). Curiosamente Spinazzola segnò anche al Franchi (e fu suo pure lo sfortunato autogol del momentaneo pareggio, prima del definitivo 1-2 di Diawara in un convulso finale). La prima all'Olimpico con i viola è capitata altre nove volte (sette a Roma, due a Firenze, in totale cinque vittorie Roma e quattro Fiorentina), l'ultima nel 2014, e fu 2-0 anche quello, con reti di Nainggolan e Gervinho: fu la prima in campionato con la divisa Nike, dopo sette anni stavolta sarà l'esordio della New Balance. Arbitrerà Pairetto che l'anno scorso ha diretto la Roma cinque volte, con tre vittorie (l'ultima con la Lazio a maggio) e due pareggi.