«Sono felice di essere qua, di partecipare a questo evento», confesserà poco più tardi ai microfoni di Roma Tv. Ma prima delle telecamere ci sono le emozioni, che soltanto uno come Falcão può evocare. Lui e tutti gli altri che rendono la notte di coppa, anche di campioni.

Le otto di sera sono passate da qualche minuto quando all'Olimpico scende l'Olimpo. Ci sono i Famers già tutti schierati: giovani e meno giovani (ma l'età non conta quando si è eroi immortali). Da Losi a Tommasi, da Rocca a Candela a Nela, Pruzzo e tutti gli altri. Con Conti a ricoprire il ruolo di Gran Cerimoniere e la piccola grande rappresentanza blanca (un trio mica da ridere formato da Raul, Butragueño e Roberto Carlos) a rendere omaggio alla Leggenda giallorossa. Tutti lì, a formare il parterre de rois degno di Totti.

E poi lui, la divinità per eccellenza di (sopran)nome e di fatto: Paulo Roberto Falcão. Giustamente annunciato come Coluichehacambiatotutto, proprio così, da leggere e ripetere mentalmente tutto d'un fiato. Perché la svolta alla Storia, quella rigorosamente maiuscola, l'ha data lui. Sbarcato la prima volta nel giorno delle stelle, 38 anni e un pezzetto fa, mentre il futuro Dieci muoveva i suoi primi passi. Ovviamente col pallone già fra i piedi fatati. Entra il Divino ed è già luce, prima ancora che arrivi il momento di Totti. Lo stadio si va riempiendo poco alla volta, quando il vento fornisce l'ennesima suggestione: un soffio improvviso nel pieno di una serata gelida, ma che scalda i cuori.

Entra Falcão, fra gli applausi di chi sta entrando in quel momento alla spicciolata per godersi l'Olimpo e quelli che l'Olimpo lo compongono. Li saluta uno per uno, ma è ai suoi ex compagni che dedica gli abbracci più affettuosi: Nela, Pruzzo, Santarini, a cui rese omaggio nel giorno dello scudetto, come uno di quelli che avevano creato i presupposti per il trionfo, nonostante non fosse più romanista da due anni.

E poi Bruno Conti, insieme al quale legge nomi e motivazione della classe del 2018 della Hall of Fame, quella dei "Figli di Roma, capitani e bandiere". A capitanarla c'è ovviamente Totti, che viene accolto da un boato e dalle coccole del suo predecessore. Sono proprio lui e Conti a consegnare la maglia della Hall of Fame a Totti. Tra divinità ci si intende.