Le amichevoli, da sempre, vanno in ordine crescente di difficoltà: si parte coi ragazzi che sfidano i boscaioli, poi pian piano arrivano quelli che a giugno hanno giocato con le nazionali - qualche gara c'è sempre, non solo nelle estati europee e mondiali - e gli aggregati dalla Primavera cominciano ad accomodarsi in panchina, comunque contenti dell'esperienza fatta, e nel frattempo sentono gli agenti per capire se torneranno a dare una mano all'ultima squadra del percorso giovanile o se andranno in prestito. Sabato sera, al Benito Villamarin di Siviglia, nella festa del Real Betis Balompié (che un arbitro andaluso ha trasformato in una sorta di corrida, con sei espulsi, equamente divisi tra campo e panchina, ma non altrettanto equamente divisi tra le due formazioni, visto che erano tutti giallorossi), i ragazzi promossi dalla Primavera sono rimasti tutti seduti in panchina, tranne uno, Edoardo Bove, che ha giocato tutto il secondo tempo (inclusi i minuti finali, nonostante un problema fisico, per cui era dovuto farsi curare a bordocampo), dopo essere subentrato al posto di Amadou Diawara, mentre il rientrante Veretout ha preso il posto di Cristante, pure lui alla prima apparizione stagionale.

C'erano stati già degli indizi, quella di sabato sera è sembrata la controprova definitiva: per José Mourinho il talento cresciuto nella Boreale, e arrivato a Trigoria a 10 anni, è il più pronto tra i centrocampisti cresciuti in casa. Anche perché Filippo Tripi, che ha giocato 5 volte in 8 amichevoli, e sempre dal primo minuto, è sempre stato utilizzato in difesa, non da centrale come in Primavera, ma nell'inedito ruolo di terzino, sia a destra che a sinistra, mentre Zalewski, che pure sulla linea dei centrocampisti può giocare al momento, e per molti potrà giocare ancor meglio in futuro, è stato schierato solamente sulla trequarti, da fantasista centrale o all'ala (con profitto, segnando due gol, tra cui l'unico dell'amichevole al Nereo Rocco con la Triestina). Il sorpasso vero Bove lo ha fatto su Ebrima Darboe, ed era tutt'altro che scontato, visto che il compagno di reparto nella scorsa stagione aveva giocato titolare le ultime 4 di campionato, dopo lo spezzone d'esordio con la Sampdoria, e quello, ben più significativo (per minuti giocati, 60, e avversari sfidati, tipo Pogba) contro il Manchester United in Europa League. Quella gara trasformò il centrocampista gambiano della Primavera in un giocatore vero (tanto che poi a giugno non fu rimandato con Alberto De Rossi per le finali del campionato, ma tenuto a riposo in vista del ritiro coi grandi), Bove quello scatto deve ancora farlo. Però intanto in serie A ha esordito, sempre grazie a Paulo Fonseca, che dopo averlo fatto scaldare invano in un paio di occasioni in Europa League, lo mise in campo alla quartultima contro il Crotone: a 10' dalla fine fuori Cristante e Darboe, dentro Bove e Zalewski, che si passarono il pallone avviando l'azione del 5-0 di Borja Mayoral.

Evoluzione tattica

Giocò mediano quel giorno Bove, e non era così scontato, tantomeno nel 4-2-3-1 varato proprio in quella gara, e confermato quest'anno da Mourinho: in Primavera, quando ancora la prima squadra faceva il 3-4-2-1, e De Rossi, per facilitare l'inserimento dei ragazzi, lo imitava, era uno dei due trequartisti. Neppure certo del posto da titolare: a inizio anno, quando non era al meglio fisicamente, in quel ruolo giocavano Zalewski e Milanese. Ora l'italo-polacco è in ritiro con lui, il fantasista salentino, che nonostante 3 presenze e un gol in Europa League è a zero minuti in serie A, si allena a parte, in attesa della cessione.

Lo scorso anno in Primavera Milanese 31 presenze e 8 gol, Bove 21 e 3: colpa della frattura al quinto metatarso nella stagione 2019-20, che lo ha fatto debuttare solamente il primo novembre, ultima gara prima della sospensione per Covid, tutto fermo fino a gennaio. Aveva esordito in Primavera già nel 2018-19, a Empoli, subito titolare: solo Calafiori c'era riuscito tra i 2002. Era un centrocampista che puntava tutto su personalità, corsa e tempismo negli inserimenti offensivi, sia di piede che di testa, sta migliorando moltissimo come senso tattico, capacità di ragionamento, e lancio lungo: di solito era quello che li andava a prendere i lanci, non quello che li faceva. De Rossi nella seconda parte della stagione ha iniziato a schierarlo davanti alla difesa, e lui se l'è cavata bene, nonostante il fisico leggero, da incursore più che da mediano. In Primavera gioca quasi sempre con la maglia numero 8, ma ha vestito anche la 7, la 10 e negli ultimi tempi la numero 5, in prima squadra ha il 52, e un contratto fino al 2024: si pensava potesse andare in prestito, ma con 8 presenze in 8 amichevoli sembra destinato a restare, per dare un seguito a quell'unica presenza in A.