Se ce l'avessero detto l'estate scorsa, ci saremmo fatti una risata. Ovvero: Juan Jesus l'unica certezza, oggi come oggi, tra i difensori centrali a disposizione di Di Francesco. Manolas è tornato dalla nazionale con una caviglia in disordine e in vista di Udine pare che sia più no che sì. Marcano fin qui tutto è stato meno che un successo. E Fazio, forse conseguenza di un Mondiale con l'Argentina visto in panchina ma comunque devastante, certo quasi mai è stato il giocatore che nella passata stagione aveva interpretato alla grande il ruolo di autentico Comandante di una fase difensiva in grado di concludere le fatiche calcistiche con numeri confortanti e incoraggianti.

Ecco, alla Roma che alla ripresa sarà chiamata a proseguire in campionato nella sua rincorsa Champions e in Europa a garantirsi anche matematicamente la qualificazione agli ottavi di finale nella coppa con le grandi orecchie, ora serve come il pane il Fazio versione leader, il Comandante dei giorni migliori.

Un bilancio non positivo

Quello che non è stato in diverse partite di questa stagione. È vero che nel derby ha segnato un gol da godere, ma è pure vero che la squadra di Inzaghi era riuscita a pareggiare dopo un suo clamoroso errore. È vero che ha segnato pure al Milan, ma le due reti sono state quasi le eccezioni rispetto alle prestazioni a cui ci aveva abituato nella passata stagione. Eppure Di Francesco ha continuato a dargli fiducia, forte del rendimento passato dell'argentino.

Delle sedici partite ufficiali fin qui disputate (dodici in campionato e quattro in Champions League), Fazio ne ha giocate tredici da titolare. È stato assente soltanto contro il Chievo e nell'ultima contro la Samp, in più ha un'altra presenza da subentrante nella gara di Napoli quando prese il posto del claudicante Manolas a ripresa inoltrata.

Per dieci volte ha fatto coppia con il greco, in due occasioni con Juan Jesus, in una (con la Spal) con Marcano. Poche volte, però, ha dato quella sensazione dominante che aveva garantito spesso in passato, non riuscendo a ripetersi ai livelli che lo avevano portato a essere convocato con l'Argentina per il mondiale in Russia. Sarà stato un down post mondiale? Può essere soltanto una risposta parziale, come non può essere una risposta gli inesistenti cambiamenti difensivi visto che la linea a quattro titolare di Di Francesco è rimasta la stessa, Florenzi e Kolarov sulle fasce, l'argentino e Manolas in mezzo. Ora, però, con Manolas che non sta benissimo e con Marcano che sembra destinato a ripercorrere la strada del messicano Moreno di un anno fa, c'è bisogno che Fazio torni il vero leader difensivo. Da subito. Perché è ora il tempo di Fazio.