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Santiago promette: «Qui darò il massimo»

Castro prenderà il numero 9: «Gasp mi piace, Champions da sogno»

(GETTY IMAGES)

PUBBLICATO DA Fabrizio Pastore
31 Luglio 2026 - 06:30

Ora c’è anche l’ufficialità. Dopo il bagno di folla della prima sera e le visite mediche di rito, Santiago Castro è a tutti gli effetti un nuovo giocatore della Roma. Ieri la presentazione, sui canali ufficiali del Club, contestualmente all’annuncio di Dovbyk al Bologna. Un drappo giallorosso col numero romano “IX” a suggerire la scelta di maglia del neo-acquisto (la “9” appunto), che appena scoperto ha svelato il suo volto sorridente, proprio come all’arrivo alla stazione Termini. Poi le prime parole, finalmente da romanista. Prima sui social: «Sono felicissimo per questo nuovo inizio. Ora darò il massimo per questa città! Daje Roma!». Messaggio preceduto dal commiato ai tifosi rossoblù: «Con voi ho trascorso momenti indimenticabili» e seguito dai primi siparietti interni. Dall’accoglienza in lingua madre dell’amico e connazionale Soulé: «Bienvenido hermano»; al giochino di parole della Roma sulla fermata della metro “Castro Pretorio” (anche copertina de Il Romanista all’approdo nella Capitale). 
L’entusiasmo dei tifosi  ha caratterizzato l’approccio di Santiago al giallorosso. «Non me l’aspettavo, è stato bellissimo sentirsi voluto. I tifosi sono caldi e lo sentivo già quando venivo a giocare qui. Voglio ringraziare il Club per essere nella squadra della Capitale». Parole che suonano come musica e che richiamano la sfida più sentita: «Le ultime due volte che ho giocato qui ho fatto due gol e preso una traversa».

Non soltanto contro la Roma: «Voglio ripetermi al derby». All’Olimpico ha anche alzato un trofeo con il Bologna, è uno stadio che gli porta fortuna e conosce bene. Già se lo immagino da beniamino di casa: «Caldo. Come sempre. La prima partita che ho giocato qui era a mezzogiorno, ho pensato “dai, oggi sarà tranquillo”, e invece era pieno. Poi la sera dell’Europa League era bellissimo». Adesso ci giocherà con la maglia giusta, ma in Champions: «Incredibile. È il sogno di ogni bambino sentire questo inno». Ad accoglierlo c’è Gasperini: «Da tanti anni fa benissimo in Italia, con Atalanta e Roma. Mi vedo dove vuole lui: sono qui per dare una mano. Sono un giocatore che deve migliorare in tutto, lo si può fare sempre. Voglio alzare i numeri, ma più delle statistiche mi interessa il bene della squadra». Argentini come lui non sono solo due compagni di reparto, ma anche predecessori illustri: «Vedere la storia di quelli che sono passati qui fa venir voglia di fare qualcosa di altrettanto bello». La passione dei romanisti lo ha già conquistato: «Li voglio ringraziare. Da quando è uscita la notizia della trattativa, mi hanno inondato di messaggi. Posso solo dire che darò tutto». E fra i tanti tatuaggi di Castro, ce n’è uno che piacerà ai tifosi: «Ho già la Lupa».

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