Intervistato da Radio 1, Umberto Gandini ha svelato i motivi della sua separazione dalla Roma e del suo mancato passaggio al Milan. "La Roma è in crescita, la parte organizzativa ha un'evoluzione continua, a immagine e somiglianza del presidente che nonostante si dica il contrario, è molto partecipe al quotidiano della Roma. Si interessa specialmente di alcuni settori e si è arrivati al punto in cui preferiva un rapporto diretto col management e non mediato da un amministratore delegato. Con la Roma si era compiuto un processo grazie al quale la figura dell'amministratore delegato poteva anche venir meno – ha detto l'ex Ad romanista -. Inoltre c'era la possibilità di tornare a Milano, una cosa che mi interessava dal punto di vista personale. Purtroppo o per fortuna, dipende dal punto di vista, non torno al Milan, ci siamo rincorsi a lungo, ma con il nuovo Ad Ivan Gazidis abbiamo valutato che non fosse idoneo e per il momento non tornerò. Non dovreste chiedere a me, ma alla proprietà perché non sono tornato".

Accostato alla Figc, che nei giorni scorsi ha sospeso Michele Uva, Gandini ha così commentato le voci: "La Federazione penso sarà un'opportunità presto sul mercato, c'è da prendere la gestione del club Italia, la scelta di rinunciare ad un Dg comporta la redistribuzione degli incarichi. Penso di avere tutti i numeri per essere interessante e la Nazionale è un ambiente nel quale mi piacerebbe confrontarmi. Ma per ora si tratta soltanto di illazioni. Avendo fatto 25 anni a livello di club anche internazionale, mi piacerebbe lavorare anche all'estero".