La Liga multerà il Celta Vigo perché gli spalti del Balaídos, nelle prime due giornate di campionato, sono risultati troppo vuoti. Di risposta, il club gallego ha abbassato leggermente i prezzi per l'impegno odierno casalingo contro il Getafe. La sanzione è arrivata in virtù di una regola presentata a maggio 2016 dal presidente della Lfp Javier Tebas, di cui i celesti sono la prima vittima. Grande idea, si penserà: un incentivo per spingere i club a praticare politiche di prezzo che rispettino le possibilità economiche dei tifosi. In parte sì. Tuttavia, andando a scavare nei motivi che – neanche troppo – si celano dietro il provvedimento, si scoprirà che è tutto meno che una mossa in difesa dei tifosi. Innanzitutto c'è un dettaglio importante: al contrario di quanto è stato riportato anche in Italia, non vengono multati i club che non raggiungono il 75% di riempimento dello stadio. A incorrere nella sanzione sono, invece, le società che non raggiungono tale percentuale nella cosiddetta "U televisiva", vale a dire il semicerchio di spalti che rientra nel campo visivo della telecamera principale. Ciò che sorprende, allora, è sapere che ad assistere alle due partite incriminate c'era più gente del solito. Con la Real Sociedad il Celta ha registrato 16.961 paganti, con il Deportivo Alavés 17.384, tenendosi al di sopra della media dell'anno scorso di alcune centinaia di unità.

Il problema, dunque, non consiste nell'assenza di pubblico, ma nella sua disposizione all'interno dell'impianto, poco gradita ai piani alti del calcio spagnolo. Il Regolamento per le trasmissioni televisive adottato la scorsa stagione dalla Liga parla chiaro: «Si consiglia fortemente di ubicare gli abbonati e il pubblico presente prioritariamente tra corner e corner della tribuna opposta alla posizione della telecamera principale». Più che un consiglio è una minaccia. Anche se l'entità delle multe, ad oggi, non è stata ancora definita, né è stata comunicata al club di Vigo. Ciò che è sicuro è che la punizione sarà doppia per chi, invece del 75%, si terrà sotto al 50% di riempimento degli spalti tenuti in considerazione. Anche se una modifica, che verrà approvata a breve, vorrebbe tenere fuori dalle sanzioni gli incontri giocati nei turni infrasettimanali e nei giorni di maltempo.

Nell'interesse di chi? Il senso del provvedimento, che può sembrare volto a combattere la carenza di tifosi allo stadio agendo sulla mitigazione del caro-biglietti, è in realtà un altro. Lo ha spiegato lo stesso Tebas quando, l'anno scorso, ha presentato le regole grazie alle quali vorrebbe contendere il primato economico all'Inghilterra: «Mentre la Premier ha quindici milioni di abbonati alle pay-tv, noi ne abbiamo solo cinque. Vogliamo arrivare a otto-nove in pochi anni». Lo scopo delle multe come quella che riceverà il Celta è dunque spiegato: l'immagine mediata della Liga nel mondo non può essere rovinata dagli spalti vuoti. Soprattutto in quella parte del globo, l'estremo Oriente, il cui fuso orario ha portato i dirigenti del calcio spagnolo ad adottare uno "spezzatino" di partite molto più drastico di quello a cui siamo abituati in Italia L'idea di multare i club che non riempiono abbastanza lo stadio sarebbe interessante, se fosse applicata a tutto l'impianto e allo scopo di far abbassare i prezzi o studiare soluzioni vantaggiose. Ma il provvedimento adottato in Spagna sembra molto lontano da queste intenzioni. Seppur nel breve termine potrà produrre qualche vantaggio per i tifosi (come i leggeri sconti applicati dal Celta), alla lunga non farà che perpetrare un'idea di calcio distante dai problemi di chi popola gli spalti: il calcio fedele agli interessi delle compagnie televisive e concentrato sulla "corsa all'oro" del mercato asiatico.