Oggi, 13 febbraio, compie 60 anni Pierluigi Collina. Ecco qui un'estratto dell'intervista concessa alla Gazzetta dello Sport dove ripercorre le tappe più importanti della sua carriera, parlando anche del Var.

Sul suo passato

«Reggevo bene la pressione. Le aspettative, però, erano sempre altissime. Non potevi prendere un giorno di riposo. Intendo che non potevi dire se oggi mi impegno un po' meno fa lo stesso. Mercoledì United-Real di Champions e domenica la Serie B: mi è successo. E per me erano entrambe finali. Anche se a ripensarci oggi un po' mi spiace una cosa. Se per te tutte le partite sono uguali, finisci col viverle in modo normale. E così i ricordi di una finale mondiale sono meno definiti».

Sulla tecnologia 

«Il Var aiuta a decidere più in fretta ma è sempre l'arbitro che deve decidere. Come se la tecnologia non esistesse. L'obiettivo è non averne bisogno perché le decisioni sono corrette ed è per questo che lavoriamo attraverso una dura preparazione. Deve essere semplicemente un mezzo di aiuto per correggere un errore. Se rimpiango di aver arbitrato senza Var? Ai miei tempi non c'erano neanche le 40 telecamere in 5K».