Termina a soli ventisei anni la carriera calcistica di Ryan Mason, centrocampista in forza all'Hull City che un anno fa aveva riportato un grave trauma cranico durante un contrasto aereo con Gary Cahill del Chelsea. Il 22 gennaio 2017, all'undicesimo minuto della sfida tra i Blues e gli arancioneri, il tremendo impatto tra le teste di Mason e Cahill aveva lasciato a terra entrambi. In seguito al trauma cranico, il giocatore era stato sottoposto ad un delicato intervento chirurgico e sperava di poter tornare in campo. Ma, a tredici mesi di distanza dall'infortunio, i medici gli hanno sconsigliato di riprendere l'attività agonistica e ieri è arrivato l'annuncio tramite i suoi account social: "Confermo che dopo il consiglio dei medici specialisti, sono costretto a ritirarmi dal calcio professionistico. Ho lavorato instancabilmente per provare a tornare sul campo. Sfortunatamente, dopo il parere medico, non ho altra scelta che ritirarmi a causa dei rischi conseguenti la natura del mio infortunio. Sono e sarò sempre eternamente grato per l'incredibile rete di persone attorno a me, che mi hanno aiutato nella guarigione da un infortunio che ha messo a rischio la mia vita nel gennaio 2017. Grazie alla mia fantastica fidanzata, Rachel, che mi è stata vicina e ha vissuto ogni singolo giorno con me durante l'infortunio, dandomi la forza necessaria. Siamo fortunati di essere diventati gli orgogliosi genitori di George. Ringrazio di tutto mia madre, mio padre, le mie sorelle, tutta la mia famiglia e gli amici più cari. Nonostante tutte le difficoltà e le sfide, voi siete stati sempre al mio fianco e mi avete sempre supportato. Le parole non saranno mai abbastanza per dirvi quando io vi sia realmente grato per il vostro amore e supporto".

Questa la nota dell'Hull City, squadra in cui Mason si era trasferito nel 2016: "Con grande dispiacere il club informa che, in seguito all'infortunio riportato alla testa lo scorso 22 gennaio 2017, Ryan Mason è costretto a ritirarsi dal calcio con effetto immediato. Ryan si è sottoposto a numerosi controlli con i migliori neurologi e neurochirurghi di fama mondiale, i quali lo hanno tutti avvisato che un ritorno all'attività agonistica non è consigliato. Ryan vuole ringraziare pubblicamente tutti i club che lo hanno aiutato nella sua guarigione e lo hanno fatto arrivare a questo punto e sottolinea di essere in debito con loro per il grande sostegno e la vicinanza mostrata gli negli ultimi 12 mesi".