Aitor Elizegi, presidente dell'Athletic Bilbao, ha rilasciato una intervista a Il Romanista a poche ore dall'inizio di Roma-Athletic Bilbao, amichevole in programma alle 20 allo stadio Renato Curi di Perugia. Il numero uno del club basco ha incontrato una delegazione del gruppo di tifosi "Leones Italianos" nella hall dell'Hotel Sangallo, dove è radunata la squadra. Di seguito le parole di Elizegi, eletto presidente dai soci del club basco lo scorso 27 dicembre. 

Elizegi e alcuni calciatori dell'Athletic hanno incontrato i tifosi del club basco nell'hotel dove è radunata la squadra a Perugia

Siete appena arrivati a Perugia e stasera affronterete la Roma. Qual è il vostro messaggio al resto del mondo?
"Siamo molto contenti di essere qui, Perugia è un sogno mantenuto nel tempo. Il nostro messaggio è lo stesso in tutto il pianeta: scommettere sul territorio, sul talento locale, sui nostri giovani. Crediamo che il settore giovanile e la tifoseria siano centrali e debbano sempre camminare mano nella mano. Abbiamo tifosi in tutto il mondo che abbracciano la filosofia dell'Athletic: italiani, spagnoli, americani, inglesi... Pensiamo che tutti i club di calcio possano intraprendere questo percorso. Non è orgoglio etnico, ma l'orgoglio verso il territorio e il talento giovanile cresciuto in casa". 

Questa vostra scelta, per forza di cose, si scontra con le tendenze del calcio di oggi. 
"Sicuro. La società civile ha iniziato a responsabilizzarsi a partire dal locale, prendendosi cura del proprio territorio, preoccupandosi dell'impronta che lasciamo su questo pianeta. Il calcio deve parlare il linguaggio che parla la società attuale, che è quello del rispetto, della sostenibilità, dell'uguaglianza, dei valori. Non possiamo parlare un altro linguaggio, non può esistere che la società civile parli di futuro e di rispetto e noi parliamo di spese, di investimenti, di eccessi di spesa... Il calcio è nato all'interno della società e deve rimanerci". 

Tifosi italiani dell'Athletic con giocatori e presidente

Con tutti i suoi talenti locali, come Totti e De Rossi, e oggi Florenzi e Pellegrini, la Roma è un po' un piccolo Athletic Bilbao italiano?
"Sì, credo proprio di sì. Noi ammiriamo giocatori come Totti e De Rossi, che decidono di dedicare la propria carriera a una maglia. Questo a Bilbao è sempre applaudito, a prescindere dalla squadra di cui si tratti. La Roma, tra l'altro, è molto ammirata tra di noi, la sua maglia è mitica. I giocatori che decidono di difenderla per tutta la vita da noi sono sempre ammirati e applauditi".