Fuori nella tormenta. Come non bastassero i casi legati agli addii di Leonardo e Gattuso, dopo una lunga rincorsa in campionato il Milan si è ritrovato anche fuori dalla Champions. Con la spada di Damocle del fair play finanziario che incombe e potrebbe togliere ai rossoneri anche l'Europa League (concedendo così alla Roma la possibilità di accedere direttamente ai gironi, senza passare per i preliminari). Entro breve la decisione da parte della Uefa, che dovrà tenere conto dei sorteggi per i turni estivi della competizione e di eventuali ricorsi da valutare. Già ad aprile scorso da Nyon era suonato il campanello d'allarme: il bilancio datato giugno 2018 era stato giudicato dall'organismo europeo passibile di sanzioni. Il club milanese ha fatto registrare un passivo di 126 milioni di euro, ovvero una perdita quattro volte superiore rispetto a quella consentita dai parametri imposti dal Fpf. Inoltre sul Milan pesa il negativo del triennio precedente, che obbliga la società rossonera a rientrare entro il 2021. Con queste premesse l'esclusione dall'Europa League non costituisce un'ipotesi così peregrina. Come la rinuncia a possibili ricorsi da parte di Elliot (che ha responsabilità relative, la situazione debitoria è riconducibile quasi interamente alla precedente proprietà cinese). Il Milan avrebbe dato battaglia in caso di qualificazione alla Champions, torneo che garantisce introiti in grado di risanare anche i passivi più gravi. Con l'Europa League la soluzione più probabile pare quella di un patteggiamento con l'Uefa. Senza Europa.