Il Tottenham ha diffidato alcuni tifosi per aver assistito in piedi alle partite all'interno del nuovo stadio, inaugurato lo scorso 3 aprile contro il Crystal Palace. "E' importante che tutti possano vedere la partita e godersela", ha scritto il club via mail ad alcuni sostenitori. "Siamo contenti se i nostri tifosi si alzano ogni tanto per seguire i momenti più importanti del match. Ma stare in piedi in maniera continuativa per lunghi periodi o per tutta la partita, così come rifiutarsi di seguire le richieste degli steward e degli altri tifosi di sedersi, è un comportamento inaccettabile, che viola le regole dell'impianto". Non è stata resa nota la lunghezza della diffida, né la quantità di tifosi interessati dal provvedimento. 

Dopo le prime partite nel modernissimo impianto, in particolare dopo l'ultima contro l'Huddersfield, alcuni tifosi si sono lamentati su Twitter per aver ricevuto minacce di diffida da parte degli steward dell'impianto.

L'episodio si inserisce nella più ampia vicenda legata al tifo in piedi negli stadi inglesi. I settori senza seggiolini negli anni '70 e '80 erano una prassi, le "terraces" che divennero famose in tutto il mondo anche e soprattutto per i gruppi organizzati che le popolavano. Dopo la strage di Hillsborough, che costò la vita a 96 tifosi del Liverpool, il governo scelse di vietare i settori sprovvisti di seggiolini, additando questa peculiarità come uno dei principali motivi degli episodi di cronaca nera. Complice la sentenza che ha fatto luce sulla strage di Hillsborough, evidenziando le responsabilità della polizia e la pessima gestione dei flussi, numerose tifoserie inglesi hanno iniziato a spingere per poter ripristinare dei settori per tifare in piedi negli impianti, anche allo scopo di recuperare l'atmosfera calda e rumorosa ormai assai rara nelle principali leghe calcistiche inglesi.

La Safe-Standing Area nella South Stand del nuovo impianto del Tottenham

In particolare, tale movimento propone di adottare i "rail seats", cioè dei particolari seggiolini pieghevoli dotati di una barrierina per ogni fila, che possono agevolmente trasformarsi da posti a sedere a posti in piedi e viceversa. Jon Darch, esperto delle Safe-Standing Areas, ovvero dei moderni settori pensati e progettati per far stare in piedi i tifosi allo stadio in tutta sicurezza, aveva spiegato così la situazione inglese: «Una cosa è l'uso di sedili del genere, che è permesso, un'altra è la possibilità di stare in piedi, che è vietato». E infatti il Tottenham, nonostante abbia realizzato nel nuovo impianto due Safe-Standing Areas, una da 6.000 posti nella South Stand e una da 1.500 nel settore ospiti, non ha chiuso un occhio sul regolamento e ha diffidato alcuni suoi sostenitori. 

Questa mossa ha deluso alcuni tifosi che avevano visto, nella mossa del Tottenham di installare 7.500 "rail seats", una presa di posizione verso il governo che, ad oggi, non ha ancora accolto le richieste dei club e dei tifosi di legalizzare i posti in piedi. Ma c'è anche chi sostiene che il provvedimento del Tottenham possa essere servito a riavvicinare il club alle istituzioni dopo lo "sgarbo" di aver installato i due settori per il tifo in piedi. Come a dire: finché non cambiate le regole, dobbiamo rispettarle.

Un'altra immagine dei "rail seats" nello stadio del Tottenham

Nel Regno Unito, negli ultimi anni, hanno fatto scuola soprattutto due casi. Il Celtic, che in un angolo del suo stadio ha installato una Safe-Standing Area (può farlo perché in Scozia ci sono regole diverse), e lo Shrewsbury Town, che non essendo nei primi due campionati ha potuto installare un settore per stare in piedi. E intanto, ha fatto il giro dei social la foto di un tifoso del Leeds che, per esultare a un gol della sua squadra, dentro un settore con seggiolini in cui tutti stavano in piedi, si è vistosamente rotto un piede