Umar Sadiq attaccante della Roma attualmente in prestito al Perugia ha parlato al Sunday Post della sua esperienza ai Rangers di Glasgow di Steven Gerrard dove ha trovato un ambiente tutt'altro che accogliente. Ecco il racconto del classe '97 nigeriano:

"Gerrard si è dimostrato molto diverso da quello che credevo. Fu lui stesso a convincermi a trasferirmi: mi ha telefonato tre o quattro volte, complimentandosi con me e dicendomi che sarebbe stato al mio fianco e che mi avrebbe fatto crescere. Mi ha fatto sentire importante e mi ha convinto ad accettare".

Difficile resistere alla corte di un campione come Steven Gerrard, peccato che lo scenario immaginato da Sadiq si sia rivelato in realtà un incubo: "Quando sono arrivato, non ho avuto neanche il tempo di sistemarmi prima che arrivasse Lafferty: è stato in quel momento che sono iniziati i problemi. All'improvviso mi è stato detto che non potevo più usare lo spogliatoio della prima squadra. Mi dovevo cambiare con i bambini, poi qualche giorno dopo mi hanno anche vietato di parcheggiare l'auto all'interno del centro sportivo".

 "Mi sentivo umiliato e continuavo a chiedere quale fosse stato il motivo di questo cambio di atteggiamento, ma non ho mai ricevuto risposta. Neanche Gerrard ha dato spiegazioni, né a me né ai miei agenti. Non ho mai ricevuto alcuna risposta. Una volta mi hanno multato di ventimila sterline per un mi piace su Instagram, è stato assurdo. E i Rangers non mi hanno nemmeno pagato: devo ancora avere il mio stipendio di dicembre", ha concluso Sadiq.