Le parole

Rocchi: "In futuro cercheremo di far ascoltare i dialoghi tra arbitro e Var"

Il designatore arbitrale: "Va accettata la soggettività nel giudizio. Sono soddisfatto dei giovani direttori di gara fin qui impiegati in campionato"

Gianluca Rocchi e Nicolò Zaniolo (Photo by Paolo Bruno/Getty Images)

Gianluca Rocchi e Nicolò Zaniolo (Photo by Paolo Bruno/Getty Images)

La Redazione
15 Dicembre 2021 - 17:33

Gianluca Rocchi, ex arbitro e attuale designatore arbitrale per i campionati di Serie A e Serie B, ha rilasciato alcune dichiarazioni su arbitri e Var nel corso di un incontro con i giornalisti nella sede della Centrale Var di Lissone. Di seguito le parole di Rocchi.
"Siamo soddisfatti per come i giovani che stiamo impiegando in Serie A e B stanno rispondendo, ci tengo a ringraziare gli esperti di livello internazionale che mi stanno dando una grossa mano, talvolta facendo un passo indietro. C'è comunque tanto da lavorare, quando c'è inesperienza ci sono per forza di cose anche tante cose da migliorare. Non è facile spiegare la soggettività se non si accetta che dietro il monitor ci sia una persona che decide o un arbitro in campo che decide. Stiamo cercando di dare un'immagine diversa degli arbitri, perché a volte vengono messi in discussione per aspetti che ci fanno arrabbiare. Cercheremo di far ascoltare i nostri dialoghi anche pubblicamente in futuro, perché non abbiamo niente da nascondere. Cerchiamo di preparare i ragazzi affinché abbiano una comunicazione spendibile: lavorare sulla comunicazione ci aiuta, ci fa andare meglio". Non c'è mai stato un protocollo che prevede che se un arbitro dice di aver visto il Var non può intervenire, quindi assolutamente non è così. Se l'arbitro vede male, il Var interviene per correggere l'errore".
Per quanto riguarda i calci di rigore assegnati Rocchi spiega: "Lo ribadisco, non sarà colpa nostra se ne daremo tanti domani, dipenderà da quanti falli in area verranno commessi e noi dovremo essere bravi a sanzionarli. L'unica cosa che possiamo fare è toglierne qualcuno, ma non troppi, i "contattini" di intensità quasi irrilevante. Dobbiamo essere bravi a concedere quelli che ci sono".

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