Jordan Veretout, dopo essere stato convocato per la prima volta in nazionale maggiore all'età di 28 anni (poco più di un mese fa) ha raccolto la quarta presenza con la Francia. Il centrocampista della Roma, tra i protagonisti del mondiale under 20 del 2012, ha giocato contro Bosnia e Ucraina nelle qualificazioni mondiali, mentre nella sefiminale di pochi giorni fa, contro il Belgio, è sceso in campo per un solo minuto. E ieri, a san Siro, ha alzato al cielo la seconda edizione della Nations League, entrando al posto di Griezmann nei 2 minuti di recupero, proprio come successo giovedì. A Milano è andato in scena un primo tempo di studio, con pochissime emozioni: sono state soltanto tre le conclusioni. Il secondo tempo, invece, è stato bellissimo. La selezione di Enrique ha preso l'iniziativa, con un palleggio insistito, pressing e verticalità. Le squadre sono diventate più larghe e più lunghe, e al 64' si è scatenato il caos. In quel momento una progressione di Hernandez termina con una traversa. Neanche un minuto dopo, Oyarzabal segna dopo una bella transizione, e sembra dover essere festa spagnola. Un altro minuti dopo un'altra transizione positiva vincente, stavolta della Francia. Rapido capovolgimento di fronte con la selezione di Deschamps che supera la metà campo con tre uomini, ma con la qualità a disposizione è inevitabile fare bene con quaranta metri coperti poco dagli iberici. Griezmann serve Karim Benzema, che, in corsa, cambia direzione e lascia partire un gran destro: è 1-1. Spagna bella quanto pericolosa fino alla fine, con Lloris più che decisivo, in particolare su una conclusione ravvicinata di Oyarzabal, che ha sfiorato così la doppietta all'ottantanovesimo. Non è bastato, ha vinto la Francia, che si è portata a casa la seconda edizione della Nations League, che due stagioni fa era stata vinta dal Portogallo di Santos. Per Jordan Veretout dunque soltanto due minuti, validi per la quarta presenza in nazionale. Alla formazione transalpina, nonostante la massiccia qualità che sempre ha permesso e permette di lasciare a casa giocatori di enorme qualità, serviva integrare un giocatore come Jordan, capace di occupare la parte centrale o i mezzi spazi poco sotto la trequarti, lasciando la fase di palleggio a elementi di regia come Pogba e Tchouameni.