Il 20 novembre il Frosinone lancerà assieme a Tifosy una campagna di crowdfunding tramite l'uso dei "mini-bond", una particolare forma di finanziamento collettivo che si affaccia nel calcio italiano per la prima volta. In parole povere,attraverso questo strumento i tifosi presteranno dei soldi al club ciociaro, che glieli restituirà nel tempo con gli interessi. Il micro-prestito permetterà di finanziare alcuni progetti legati al nuovo stadio Benito Stirpe, inaugurato di recente.

La convenienza per le società di calcio che si avvalgono dei "mini-bond" sta nel tasso d'interesse agevolato: invece che dover restituire il prestito con il tasso applicato da una banca, i club possono avvalersi del tasso favorevole applicato dai tifosi-creditori. Non solo: gli interessi maturati possono essere restituiti in denaro, ma anche in servizi dedicati ai tifosi (dai biglietti a gli sconti sul merchandising), in modo che l'impatto sulle casse del club risulti minimo. In questo caso, la squadra ciociara restituirà i prestiti a tifosi e investitori con l'8% di interesse, di cui il 5% in liquidità e il 3% in servizi presso il club.

Ma il vantaggio non è solo per chi riceve il prestito. Gli appassionati, oltre ad aiutare il proprio club, potranno godere di «rendimenti superiori rispetto ai tipici prodotti di risparmio presenti sul mercato», spiega il team di Tifosy. La buona riuscita dell'operazione è garantita dalla piattaforma italo-inglese: «Un team di esperti eseguirà l'emissione di un mini-bond in modo impeccabile».

Fausto Zanetton, che ha fondato Tifosy insieme a Gianluca Vialli, ha descritto l'utilità di questo strumento al Financial Times: «Ci sono 20-25 club che sono grandi aziende, che potrebbero essere titoli di un indice azionario. Gli altri sono piccole e medie imprese. Se si pensa a come si finanziano queste imprese, si scopre che non hanno sempre accesso ai finanziamenti istituzionali. Hanno bisogno di essere molto più creative, non basta affidarsi ad un proprietario che mette i soldi».

Il presidente del Frosinone Stirpe ha introdotto così la novità: «In questo periodo stiamo sviluppando altri progetti dentro ed intorno allo Stadio perché il Benito Stirpe diventi sempre di più la casa di tutti i nostri tifosi e, come espresso nei mesi precedenti, è mia ferma intenzione intraprendere questo percorso di cooperazione insieme a tutti i nostri sostenitori e alle persone vicine alla nostra società».

I "mini-bond" convengono dunque sia al Frosinone, che eviterà di indebitarsi con le banche, sia ai tifosi gialloblù, che - oltre al piacere di contribuire a migliorare ancora lo stadio nuovo di zecca - potranno investire il proprio denaro in un'operazione sicura. L'operazione, per ora unica in Italia, potrebbe presto divenire una prassi, vista la sua essenza win-win per club e tifosi. In un calcio in cui ci si affida spesso al magnate di turno per sperare nella crescita del proprio club, il futuro (sostenibile e a portata di mano) passa da qui.