Il "Clássico" tra Flamengo e Fluminense è sicuramente il più affascinante e emozionante del Brasile e, senza dubbio, tra i più sentiti al mondo. Descrivere aspettative, sogni e sensazioni del Fla-Flu non è semplice per gli abitanti di Rio de Janeiro coinvolti in questa atavica rivalità. Deve essere per questo che alcune delle migliori pagine dedicate al derby in questione sono state scritte dai fratelli Mario Filho e Nelson Rodrigues, nati a Recife, a più di 2.300 chilometri di distanza da Rio, e dal giornalista uruguaiano Eduardo Galeano, che ha definito la sfida come una battaglia tra «padre e figlio, un padre abbandonato ed un figlio ribelle che si odiano a vicenda, un duello che inizia ad ogni Fla-Flu e che non terminerà mai». Una battaglia per conquistare Rio, descritta come una donna inafferrabile: «amano la stessa città, pigra e peccatrice che languidamente si lascia corteggiare e si diverte offrendosi a tutti e due senza mai concedersi a nessuno. Il padre e il figlio giocano per un'amante che gioca con loro e che va ai loro duelli vestita a festa».

Un'atmosfera poetica e seducente che si è avvertita anche giovedì notte. In un Maracanã gremito e vibrante, il Flamengo ha centrato un'impresa epica. Dopo aver vinto in casa del Flu per 1-0 nella gara di andata, i rubro-negros, capitanati dall'ex romanista Juan, sono stati davvero ad un passo dall'eliminazione. Sotto per 1-3 fino al 68', i padroni di casa hanno raggiunto il 3-3 all'84' mandando in estasi la tifoseria più numerosa del Brasile. Una vera e propria "nação" (nazione) di tifosi che hanno trascinato la squadra fino alla conquista della semifinale.