In Bundesliga la vittoria è dei tifosi. A partire dalla stagione 2021/2022, infatti, scomparirà dal calendario il posticipo del lunedì del massimo campionato tedesco. Introdotto alla fine dello scorso febbraio, il Monday Night era stato prontamente contestato con forza da tutte le tifoserie chiamate in causa, con i sostenitori dell'Eintracht Francoforte che, in occasione della sfida con il Lipsia del 20 febbraio, avevano dato vita ad una singolare protesta caratterizzata da migliaia di fischietti, diversi striscioni e dal lancio sul manto verde di dozzine e dozzine di palline da tennis, al fine di impedire il regolare svolgimento della partita. Una contestazione che aveva rimandato di alcuni minuti l'inizio della ripresa, accolta con piacere e condivisa dalla tifoseria del Borussia Dortmund che, nella giornata successiva, aveva optato per lo sciopero negando la possibilità di assistere allo spettacolo del rinomato "Muro giallo" del Signal Iduna Park.

Come rivelato nella giornata di ieri dall'agenzia tedesca Dpa, il fronte comune dei tifosi dei diciotto club di Bundesliga ha convinto la Dfl (Deutscher Fußball-Bund, la Federcalcio locale) a rivedere l'attuale contratto valido fino alla fine di giugno del 2021. Un accordo sottoscritto con tutte le società del massimo campionato che aveva appunto previsto l'introduzione del posticipo del lunedì, nonostante la ferma opposizione dei sostenitori tedeschi. Al fine di evitare nuove proteste già a partire dalla sfida tra Norimberga e Bayer Leverkusen del prossimo 3 dicembre, nel nuovo contratto per i diritti televisivi scomparirà così la clausola relativa ai cinque Monday Night previsti a stagione, con le gare che saranno spostate alla domenica tornando ad un calendario maggiormente apprezzato dagli spettatori paganti. Due stagioni e mezzo, tanto dovranno aspettare i tifosi tedeschi prima di assaporare il frutto della loro battaglia contro il Monday Night. Nel frattempo però la certezza in Bundesliga è quella di una schiacciante vittoria delle tifoserie che, forti dell'unione e della reciproca collaborazione, hanno obbligato la Federcalcio locale e le rispettive società ad un prezioso e simbolico dietrofront.