London calling. Dall'11 giugno all'11 luglio: un mese dopo la gara inaugurale, stasera si chiude Euro 2020. Finisce com'è iniziato, con l'Italia in campo. In quella sera di tarda primavera, a Roma la squadra di Mancini batteva la Turchia per 3 a 0. Alle 21, sotto l'arco di Wembley, gli azzurri proveranno a strappare ai padroni di casa dell'Inghilterra la coppa. Un cammino intenso e appassionante, composto da sette tappe, di cui l'ultima è ancora tutta da scrivere.

Luci all'Olimpico

È iniziato tutto lì, allo Stadio Olimpico, nella sera dell'11 giugno scorso. Il principio non solo del cammino dell'Italia, ma di Euro 2020, con la gara inaugurale che ha visto la squadra di Mancini affrontare la Turchia, nella prima giornata del gruppo A. L'ingresso in campo delle due squadre era stato preceduto da una festa di musica, fuochi e colori, per l'avvio della competizione che aveva il sapore della rinascita. Circa un anno e mezzo dopo l'ultima volta, gli spalti dell'impianto capitolino tornavano ad essere occupati dai tifosi. Sul campo gli azzurri impongono fin dai primi istanti il loro gioco, senza però riuscire a sbloccare il punteggio nel primo tempo. La rete arriva nella ripresa, all'ottavo minuto, grazie alla deviazione di Demiral nella propria porta. Di Immobile e Insigne i sigilli per il 3 a 0 finale.

Tutti pazzi per Locatelli

Quanto di buono fatto contro i turchi, viene confermato cinque giorni dopo, sempre all'Olimpico, nella vittoria sulla Svizzera, con lo stesso risultato: 3-0. Questa volta però, per passare in vantaggio, l'Italia non ha bisogno di attendere il secondo tempo. Al 26' è Locatelli a segnare, appoggiando il pallone in porta da pochi passi al termine di una triangolazione targata Sassuolo con Berardi. Passano altri 26 minuti e arriva la doppietta. Il centrocampista riceve dal limite e, con il sinistro, scarica un rasoterra potente che termina all'angolino. Il tris arriva nei minuti finale con il gol dalla distanza di Immobile.

Massimo risultato, minimo sforzo

In un torneo di questo tipo, con gare molto ravvicinate, è fondamentale gestire il gruppo e le forze a disposizione. Proprio per questo il ct Mancini, sicuro della qualificazione, fa turnover nell'ultima gara del girone contro il Galles. Il risultato però non cambia e i tre punti vanno all'Italia. A decidere il match ci pensa Pessina, con una deviazione volante sulla punizione battuta da Verratti: 1-0 e gruppo chiuso da primi a punteggio pieno.

Avanti, ma a fatica

Finito il girone, l'Italia saluta Roma e all'Olimpico, oltre ai tifosi, sembra lasciare anche le sue convinzioni. Il tabellone assegna l'Austria come avversaria degli ottavi, si gioca a Londra. Gli azzurri faticano a trovare la fluidità di gioco delle prime uscite e, contro una squadra molto fisica, sono costretti agli straordinari. I due tempi regolamentari terminano senza reti. Ai supplementari Chiesa prima e Pessina poi regalano il pass per i quarti. Prima del triplice fischio però, Kalajdzic segna il 2-1 e ci fa vivere cinque minuti in apnea.

La gara della consapevolezza

Superati Alaba e compagni, l'Italia trova sul suo cammino il Belgio, primo nel ranking Fifa. Il quarto di finale si gioca a Monaco di Baviera. Nonostante la qualità dell'avversario, a fare la partita è la formazione di Mancini, che propone gioco ad alti livelli e si ritrova sul doppio vantaggio al 44' con Barella e Insigne - autore di un gran tiro a giro -. Nel recupero del primo tempo, il direttore di gara concede al Belgio un rigore generoso, trasformato da Lukaku. Da quel momento in poi però, Donnarumma non viene più superato e gli azzurri vanno avanti. La nota amara della serata è l'infortunio al tendine d'Achille per Spinazzola, che priva l'Italia del migliore esterno di Euro 2020.

Vecchie abitudini

In semifinale arriva la Spagna. La nazionale di Luis Enrique aveva cominciato l'Europeo in sordina con due pareggi, ma era cresciuta lungo il percorso e a Wembley offre la sua miglior prestazione. L'Italia si riscopre capace di soffrire e trova il vantaggio in ripartenza, con Chiesa. Pochi minuti più tardi il pareggio di Morata. Per stabilire la finalista non bastano 120 minuti. Ai rigori vince l'Italia, con il tiro finale del glaciale Jorginho.

L'ultimo atto

Il più bello e il più emozionante. Viverlo è già un traguardo, ma non basta. Tutto o niente in 90 minuti, forse 120. Questa sera, ore 21, a Wembley contro l'Inghilterra.