Dai documenti di Football Leaks, gli stessi che hanno dato luce ai dettagli del progetto SuperLega, emergono ulteriori accuse. Stavolta i soggetti interessati sono Michelle Platini e Gianni Infantino (attuale presidente FIFA). I due infatti avrebbero favorito Il Manchester City e il Paris Saint-Germain nell'aggirare le regole del Fair Play Finanziario. Der Spiegel ha rivelato come tra il 2014 e il 2016, quelli che allora erano rispettivamente presidente e segretario generale della Uefa, avrebbero permesso ai due club di incappare in sanzioni minime, a fronte di investimenti astronomici: si parla di un versamento illegale di 1,8 miliardi di euro nella casse del Psg da parte del Qatar

Stando ai documenti pubblicati, il club francese sarebbe stato fuori dai parametri stabiliti dal FPF di oltre 215 milioni di euro e il numero 1 dei parigini Al-Khelaifi avrebbe trattato privatamente con Platini e Infantino per evitare l'esclusione dalle competizioni europee e per ridurre la sanzione prevista da 60 milioni di euro a 20 (stessa cifra pagata dal City). Infantino avrebbe inoltre permesso ai francesi di attivare delle sponsorizzazioni retroattive per il contratto con Qatar Tourism Authority per la stagione 2013-2014, proprio come fece il club di Manchester. L'Uefa avrebbe dunque coperto un ammontare di 4,5 miliardi di euro di entrate fittizie per le due società.

La difesa del Psg

Il Paris Saint-Germain ha emanato un comunicato ufficiale sul proprio sito per negare fermamente l'illegalità delle proprie manovre:
"Il Psg ha sempre agito nell'assoluto rispetto delle regole e della legge stabilite dalle istituzioni e nega con forza le accuse pubblicate oggi da Mediapart. Nel 2014 l'Uefa ha confermato che il nostro contratto con QTA promuoveva il paese ed era noto: oggi il Qatar è associato al Psg e beneficia della nostra immagine. Dall'istituzione del FFP il Psg è stato uno dei club più controllati in assoluto e abbiamo ospitato anche diversi revisori nominati dalle autorità che hanno sempre avuto informazioni dettagliate sui conti e i contratti del club. I rapporti con il board finanziario restano nel quadro fornito dagli statuti dell'Uefa, che poi decide in maniera indipendente. Capiamo e approviamo la volontà di ripulire il calcio europeo dai debiti e chiediamo norme eque che permettano correttezza sportiva e agevolazione degli investimenti sostenibili nel mondo del calcio".