E così, mentre la Questura di Roma, fervidamente impegnata in una operazione simpatia, continua gioiosamente a multare, multare, multare, multare, multare, multare, multare, multare e multare, veniamo a un tema delicato: la discriminazione territoriale. Un conoscente di Napoli mi ha chiesto di spiegare a suo figlio, un bimbo di nove anni, la ragione per la quale domani non potrà assistere a Roma-Napoli mentre il suo cuginetto, che risiede a Roma, potrà farlo acquistando senza problemi il tagliando che invece a lui è vietato. La spiegazione è semplice. Si tratta di discriminazione territoriale, non punibile in quanto in questo caso è applicata dallo Stato che però ti punisce se la pratichi con un coretto da stadio.