Quasi quasi ci sarebbe da farci un pensierino. Mirko Vucinic, anni trentaquattro, ha concluso la sua avventura negli Emirati Arabi, è svincolato, è in Montenegro, pronto a dire sì se qualche squadra sarà intenzionata a ingaggiarlo, «se qualcuno mi vuole sono pronto, perché ho ancora voglia di prendere a calci un pallone». Lo ha fatto per quindici anni, cinque con la maglia della Roma, tre con quella della Juventus di Antonio Conte per altrettanti scudetti. Attaccante che sapeva come fare male, soprattutto se di fronte c'era una grande squadra. Come quel 4 novembre del 2008, stadio Olimpico, quarantacinquemila sugli spalti, il Chelsea in campo a mettere paura alla Roma, tre punti nelle prime tre partite, la necessità di vincere per continuare a sperare nella qualificazione. Fu una notte di Coppe e di Campioni. Una notte da Mirko Vucinic.

Se diciamo Chelsea a Vucinic che viene in mente?

«Una notte meravigliosa, forse la più bella dei miei cinque anni in giallorosso» [...]