Dicono che l'attesa del piacere sia essa stessa il piacere. Ma a volte forse sarebbe meglio dire che l'attesa sia soltanto attesa e il piacere sopraggiunga proprio nel momento in cui essa cessa di aver il monopolio sulle emozioni. E così, finalmente, è arrivato il giorno di Roma-Chelsea: quello segnato con una grande croce sull'agenda, la cui programmazione meticolosa è iniziata a pochi secondi dal triplice fischio che ha sancitola fine della sfida contro il Bologna. Una domenica per gustarsi il terzo successo consecutivo in campionato, prima di tuffarsi in un eterno lunedì e salutare l'inizio della settimana in barba alla consueta e diffusa maledizione dello stesso. I romanisti hanno atteso la Roma e finalmente la Roma c'è: vestita con l'abito più bello, quello delle grandi occasioni per esser spinta dal suo pubblico nella difficile sfida contro la capolista del girone nonché squadra campione d'Inghilterra in carica.

E la risposta di una tifoseria in attesa trepidante non poteva esser diversa: 54mila gli spettatori che assieperanno gli spalti dello Stadio Olimpico, numeri che potrebbero aumentare nelle prossime ore e fino a ridosso del fischio d'inizio. Cinquantaquattromila: dodicimila possessori del mini-abbonamento Champions a cui vanno sommati gli oltre 40mila che nel corso delle ultime settimane si sono assicurati un tagliando.

Nonostante il giorno lavorativo, l'assenza delle promozioni che tanto han fatto registrare numeri positivi in campionato e soprattutto l'alternativa allettante di poter assistere alla sfida tra Roma e Chelsea da casa senza obblighi di pay-tv. Segno evidente di quanto le sfide di alto livello siano ancora capaci di trascinare un pubblico di rilievo, seppur non ancora paragonabile con esempi di un passato tanto lontano quanto diverso nella gestione dell'evento sportivo. La Curva Sud esaurita in ogni ordine di posto sarà lì come al solito a guidare gli altri settori: dai Distinti che contengono quel fiume in piena, entrambi completamente sold-out, fino alla dirimpettaia Curva Nord, e le due Tribune. Cinque settori dello Stadio Olimpico stracolmi e altritre – Distinti Nord Est, Tribuna Tevere e Monte Mario – con ancora poche migliaia, se non centinaia nel caso del primo, di posti a disposizione. Un pienone che rimanda la mente ad altre due gare europee del recente passato capaci di trascinare una mole di pubblico simile: Roma-Barcellona del settembre 2015 e l'ottavo di finale della stessa stagione contro il Real Madrid. Augurandosi di non dover assistere alle file chilometriche ai prefiltraggi che hanno contraddistinto la sfida contro le Merengues di quasi due anni fa.

Motivo per cui i cancelli dell'impianto di Viale dei Gladiatori saranno aperti oltre due ore prima dell'inizio della contesa. 54mila spettatori: quasi ventimila più del match dello scorso mese nonché gara inaugurale del girone contro il blasonato Atletico Madrid; segno anch'esso di quanto spesse volte siano i risultati positivi ad attirare quella parte di pubblico definita "occasionale", nel senso meramente letterale del termine. «Voglio un pubblico straordinario», ha affermato mister DiFrancesco nella conferenza stampa della vigilia. Il pubblico romanista in massa è chiamato all'ennesima sfida: ribadire la superiorità di tifo messa in mostra a Stamford Bridge, sperando questa volta di poter esultare una volta in più dei rivali londinesi. L'attesa è terminata: è tempo di Roma-Chelsea.