Se la Via della Seta trasportava il prezioso materiale dalla Cina all'Europa, la Via del Pallone collega Roma a Milano, sponda rossonera. E viceversa. Campioni e carneadi, bandiere e fugaci apparizioni, giocatori e allenatori. Fino a El Shaarawy. Anche pezzi fondamentali degli ultimi due scudetti giallorossi sono transitati in zone rossonere. Prima o dopo. Partendo da Liedholm, l'uomo che vinse due volte: tecnico della stella milanista, prima di riconsegnare il tricolore alla Capitale dopo 41 anni. Sulle sue orme Capello, plurivincitore nell'epoca aurea berlusconiana e poi condottiero dello scudetto del 2001.

In principio fu Gipo Viani, allenatore della Roma che risalì immediatamente in Serie A dopo un anno di purgatorio. E a Milano vinse titoli italiani ed europei, portando la prima Coppa Campioni in Italia nel‘63. Autore di una tripletta in una finale della massima competizione europea Pierino Prati, prima di fare innamorare i tifosi romanisti degli Anni 70. Stessa trafila per Schiaffino e Schnellinger, Nordahl e Turone, approdati in giallorosso sul finire della carriera. Come per Ghiggia, Cudicini, Sormani e "testina d'oro" Carletto Galli sulla direttrice opposta. Fra gli eroi del secondo titolo romanista, l'indimenticato Aldo Maldera, una vita a Milano prima di innamorarsi della Capitale; lo stesso Tancredi, di passaggio a Nord senza mai giocare, prima di esplodere all'Olimpico.

Percorso inverso per il Capitano per antonomasia Agostino Di Bartolomei, costretto a seguire Liedholm lontano dalla sua città, e per Ancelotti, fenomenale mediano ceduto con troppa fretta. Campioni d'Italia transitati dal Milan anche Vierchowod, Antonioli, Cafu, Emerson, Collovati. Degni di menzione Panucci, Mexes, Aquilani, Vincenzi e soprattutto Antonelli: tricolore a Milano, una stagione con sole 5 presenze ma un gol decisivo nel derby a Roma.