Le trappole, piccole o grandi che siano, bisogna saperle evitare. Perché fanno male e possono scoraggiare. Le trappole, nel campionato della Roma, si chiamano Spal e Chievo Verona, che nello scorso turno infrasettimanale si sono affrontate facendo registrare l'unico 0 a 0 della giornata. Due squadre di un livello inferiore alla Roma, inutile girarci intorno o nascondersi dietro un dito. Due squadre che, in condizioni normali, avremmo benedetto di incontrare verso la fine del campionato, quando la stanchezza di una stagione intera comincia a farsi sentire, così come il primo caldo che fiacca le gambe. Fortunatamente per noi, quello che stiamo vivendo non è un periodo normale. E il contrario di normale è eccezionale, come la Roma di Champions League, che nell'arco dei prossimi dieci giorni si gioca l'accesso alla finale di Kiev. Ci sarebbero tutti i presupposti per staccare la spina e concentrare gambe e testa al doppio appuntamento europeo. Ed ecco, infatti, la terza trappola in agguato: la sottovalutazione dell'impegno in campionato. Un errore che la Roma, se vuole continuare nel percorso di crescita che tante soddisfazioni sta regalando ai tifosi, non si può permettere. In primis perché sarebbe la certificazione che dagli errori del passato non si è ricavata alcuna lezione. E poi, perché la Champions League del prossimo anno è ancora tutta da conquistare.

C'è un dato che in invita all'ottimismo, ossia che da quando la Serie A è tornata a 20 squadre, ossia la stagione 2004/2005, quando la Roma ha collezionato almeno 64 punti dopo 33 giornate è sempre arrivata nelle prime tre posizioni della classifica finale. Terzo motivo, e non meno importante, è che le vittorie vanno allenate e una ne tira un'altra.
Un primo piccolo vantaggio nell'evitare queste trappole è avere la consapevolezza della loro esistenza e della conseguente minaccia. E con Di Francesco, in questo senso, si può stare tranquilli. Immediatamente dopo la partita vinta con il Genoa, a chi gli chiedeva cosa aveva in mente per tenere i calciatori concentrati sul campionato, ha risposto che il primo a correre questo pericolo è lui. Una risposta furba e intelligente, perché toglie un po' di tensione al periodo e poi mette l'allenatore sullo stesso piano dei calciatori, un gesto che sicuramente i calciatori avranno apprezzato.

Ma alle (belle) parole, occorre far seguire i fatti, ossia bisogna lasciare la parola al campo, ascoltando quello che racconta. E sulla Spal non ce ne sono poche: per esempio che sul suo campo è un cliente difficile per tutti. Chiedere per conferme al Napoli, che per vincere a Ferrara ha dovuto faticare e segnare tre reti, oppure alla Juventus, fermata sullo 0 a 0 giusto un mese fa. La squadra di Semplici, inoltre, ha messo insieme otto risultati utili consecutivi (sei pareggi e due vittorie): segna poco ma subisce anche poco e tra le squadre coinvolte nella lotta salvezza sembra quella più quadrata.

All'andata fu un facile 3 a 1 grazie all'espulsione dopo pochi minuti di Felipe ma già in quell'occasione la squadra di Semplici fece vedere delle trame di gioco interessanti. Curioso che in quella partita due giocatori romani, due prodotti del vivaio giallorosso, andarono in gol: Pellegrini per la Roma, che contro i biancoazzurri segnò il primo gol della sua stagione in maglia giallorossa, e Viviani, che nella Roma ha disputato le sue prime sei partite di Serie A nella stagione 2011/12 e contro la squadra di Di Francesco ha realizzato il suo unico gol esterno in questo campionato. I giallorossi sono imbattuti nelle ultime 17 partite di Serie A contro squadre che l'anno precedente militavano in Serie B. Non solo, hanno vinto tutte e 10 le più recenti. Non interrompiamo questa tradizione sul più bello.