Al Camp Nou sarà una passeggiata di salute. Andate con ottimismo in Catalogna, la Roma non vi deluderà. Due fisso, come recita uno splendido stendardo che vediamo sempre nel settore di quelli che macinano chilometri. Capiamo la sorpresa, anche gli insulti più beceri nei confronti di uno che se ne esce con un'affermazione di questo tipo. Ci sta, e ce li metabolizziamo tutti con il sorriso che ci accompagna ogni volta che la Roma esce dal campo con tre punti da sommare in classifica. È chiaro, comunque, come il nostro sia un paradosso, ma è altrettanto chiaro che questa Roma difranceschiana si sta sempre più dimostrando una squadra da trasferta. Come se si esprimesse meglio lontano dall'aria dell'Olimpico. Conseguenza di un paio di fattori che una parte di spiegazione la possono dare: la disposizione tattica degli avversari che quando si presentano da queste parti lasciano meno spazi e, pure, la pressione di un ambiente che non è più disposto a perdonare errori e disattenzioni, roba che giocatori e tecnico avvertono ma non sempre riescono a gestire con la necessaria personalità e lucidità.

E allora quando l'Olimpico è a centinaia di chilometri di distanza, anche se uno spicchio giallorosso di stadio la squadra lo ha trovato in qualsiasi parte d'Italia è andata a giocare, questa è una Roma che ha quasi sempre dato l'impressione di giocare con maggiore fluidità, con idee più chiare, più ordinata e, soprattutto, equilibrata. Anche se la cosa non sempre è stata una garanzia, pure ieri a Crotone in un paio di occasioni ha lasciato troppo campo ai discepoli di Zenga. In ogni caso è arrivato l'ennesimo successo esterno, utile per confezionare una serie di numeri che sono alla base del nostro ragionamento, sempre che abbiate la compiacenza di definirlo tale.

Vediamoli, allora, i numeri di questa Roma che sta andando meglio fuori casa che all'Olimpico. Dunque, quello di ieri a Crotone è stato il nono successo esterno in quattordici partite disputate fuori dal raccordo anulare. Poi ci sono stati quattro pareggi e una sola sconfitta quella a Torino, come ti sbagli, contro la Juventus in una sfida che quel tiro di Schick al novantesimo lo abbiamo ancora negli occhi. Si può aggiungere che tre dei quattro pareggi, potevano essere altrettante vittorie che non sono arrivate per diverse ragioni, non ultime quelle arbitrali: con il Genoa (ricordate quello che è successo, compresi rigori negati?), a Milano con l'Inter dove si è subita la rete del pari a una manciata di secondi dalla fine, con il Chievo una partita in cui il portiere Sorrentino si è trasformato nella dea Kalì (il quarto è con la Samp e lì fu nostro il pareggio in extremis). I numeri non si fermano qui. La Roma in trasferta ha realizzato ventiquattro reti, subendone appena otto (santo Alisson da Porto Alegre) di cui quattro assolutamente ininfluenti (due a Firenze e Napoli), finendo otto gare con la porta inviolata. La media punti lontano dall'Olimpico è superiore ai 2,2 punti a partita, media che se proiettata sulle 38 gare fa un totale di 84 punti. Media che, calendario alla mano, potrebbe essere ancora migliorata. Ai giallorossi mancano cinque trasferte. A eccezione del derby che è sfida da cinque stelline, le altre quattro la Roma le giocherà contro squadre che stanno nella parte destra della classifica: Bologna, Spal, Cagliari, Sassuolo (certo la difficoltà di queste partite dipenderà molto dal fatto se i giallorossi troveranno queste squadre già salve o quasi, per esempio il Sassuolo all'ultima).

I numeri da trasferta diventano ancora più brillanti, se li confrontiamo con quelli casalinghi di questa stagione. Quindici le partite giocare in casa: nove i successi, un pareggio e addirittura cinque le sconfitte, ventotto i punti conquistati, tre in meno che in trasferta nonostante una partita in più, venticinque le reti segnate, addirittura quindici i palloni che santo Alisson da Porto Alegre è dovuto andare a riprendere nella sua porta, solo cinque le partite concluse senza gol al passivo. La media punti scende a 1,86 punti che se proiettiamo pure questa sulle trentotto partite di campionato, il totale fa 70,68, punteggio che difficilmente in questa stagione garantirà la qualificazione alla prossima Champions. E allora verrebbe da dire meglio che sono rimaste appena quattro partite casalinghe: una con la Juve alla penultima e se il campionato fosse già deciso sarebbe meglio, una con la Fiorentina, le altre due con Genoa e Chievo.

Insomma, i numeri parlano in maniera chiara. E sono ormai grandi numeri, anche se quelli in Europa sono meno da trasferta visto che i giallorossi ne hanno giocate quattro esterne, una vittoria (Qarabag), un pareggio (Chelsea) ma avrebbero meritato di vincere, due sconfitte (Atletico e Shakthar) peraltro ininfluenti per il girone e la qualificazione ai quarti. Un'ultima domanda: il prossimo derby sarà in trasferta?