Il direttore sportivo della Roma Monchi ha parlato dopo la gara contro l'Atalanta persa 2-1. Queste le sue parole:

A ROMA TV

La sua analisi sul momento? 

Analisi difficile e negativa, non troviamo la strada che ci serve. Siamo in una situazione difficile e le sensazioni sono brutte.

Dove ha individuato un problema? 

Non credo che ci sia solo un problema, ma ne abbiamo di più. Ci sono problemi sportivi, mentali e di atteggiamento, non siamo arrivati qua solo per una cosa. Ora dobbiamo lavorare insieme per trovare soluzioni.

Quindi si tratta di diverse componenti? 

Sì, come ho detto prima, non si tratta solo di una cosa ma di più problemi. Dobbiamo scovarli e lavorare per trovare soluzioni, oggi la situazione è brutta. Le sensazioni sono negative e siamo professionisti, quindi serve lavorare con la testa alta cercando soluzioni.

I problemi sono gravi? 

Sì, dobbiamo essere una squadra grande. Due sconfitte per una grande definiscono una crisi, dobbiamo affrontare tutto con mentalità pensando che stiamo facendo male, io per primo.

C'è un senso di smarrimento…

Credo che non dobbiamo parlare fuori da Trigoria dei nostri problemi, ma si deve lavorare insieme dentro Trigoria. Penso sia giusto così, dire pubblicamente quali sono le problematiche penso non porti a niente.

A SKY

Se a inizio dicembre le avessero detto di questo periodo? 

Avevo detto che dopo aver vinto il derby e il primo posto nel girone dovevamo dimostrare che la Roma era in crescita. Dovevamo vincere e non l'abbiamo fatto, siamo in un momento difficile. Dobbiamo lavorare insieme, con la testa alta e cercando soluzioni, perché il problema è arrivato.

Cercare soluzioni individuali è sbagliato? 

Questo succede quando non si arriva a fare cose positive, ognuno vuole fare da solo. Questo non male perché significa che c'è cuore ma dobbiamo lavorare insieme perché è uno sport collettivo.

Nainggolan è ancora un giocatore da Roma? 

Non c'è niente. Nainggolan ha visto la partita vicino a me, ha sbagliato, ha preso una sanzione ma resterà nel futuro della Roma.

Di tutti i suoi nuovi acquisti, si aspettava di più da qualcuno? 

Tutti possiamo fare meglio, io per primo. Mancano ancora sei mesi, non dobbiamo fare alcuna analisi definitiva fino a fine campionato.

Il Barcellona ha preso Coutinho per 160 milioni. Dove andiamo con questi prezzi? 

Oggi ho la testa qui all'Olimpico, non mi importa di quello che fa il Barcellona. Sono in un momento difficile per società, squadra e giocatore. Ho altri pensieri rispetto a Coutinho.

IN ZONA MISTA

Momento complicato. Cos'è che non va?

E' difficile dire una sola cosa, sono tante le cose che non vanno bene. Dobbiamo fare un'analisi interna, cercare il problema e trovare una soluzione. Siamo professionisti, dobbiamo assumerci tutti le proprie responsabilità, io in primis che sono il responsabile sportivo della società. Adesso che arriva la sosta dovremo pensare tranquillamente e trovare soluzioni, magari parlando meno e facendo di più.

Mercato?

Per operare sul mercato bisogna avere i soldi. Voi sapete la nostra situazione economica. Le soluzioni dobbiamo trovarle non nel mercato, ma dentro Trigoria.

Ha parlato di responsabilità sportive. Cosa è cambiato dal primo posto in Champions ad oggi dal punto di vista sportivo?

Difficile saperlo. Alcune volte i problemi sportivi arrivano perché ci sono dei problemi mentali prima. Magari non abbiamo saputo amministrare i tanti risultati positivi. Se vediamo, dopo il primo posto in Champions e il derby siamo cominciati ad andare male. Per me, come avevo detto, la partita importante era quella di Verona.

Cambiano i ds, cambiano gli allenatori, ma i problemi a Roma sono sempre gli stessi…

Negli ultimi 15-16 anni la Roma avrà cambiato 250 giocatori, non so quanti allenatori, non so quanti presidenti, non so quanti direttori generali. Non è un problema di persone, ma di mentalità.

L'esclusione di Nainggolan può essere un passo per cambiare questa mentalità?

L'esclusione è stata presa perché ha fatto una cosa negativa. La società ha deciso in questo modo perché pensa sia la cosa migliore nel presente e nel futuro.

Di Francesco? Avete piena fiducia?

Ci sono problemi più importanti. Non esiste un problema allenatore al momento.

Nel mercato la Roma ha sempre dovuto cedere prima di comprare. Anche quest'anno sarà così?

Forse. Forse sarà così. Il primo problema che abbiamo è sportivo, ma purtroppo abbiamo anche altri problemi a cui dovremo trovare soluzioni.

Sono anni che a Roma si ripete sempre la stessa situazione. Lei che idea si è fatto? Qual'è il problema della Roma?

Stiamo cercando di trovarlo, ci stiamo lavorando tutti i giorni per 12 ore a Trigoria per provare a cambiare la storia, ma non è facile.