La Roma vince, la Roma gioca bene, la Roma non si specchia più. È questa la novità più importante di questa prima stagione di Di Francesco. Lo dimostrano le parole del mister subito dopo l'1-0 contro il Qarabag, risultato che ha regalato alla squadra giallorossa il passaggio agli ottavi di Champions da prima del girone, ma anche l'atteggiamento di tutto l'ambiente, intendendo con questo termine troppo spesso abusato al negativo, anche la società. Anzi, intendendo soprattutto la società. Che,forse,mai come in queste ore sta dando l'idea di compattezza e di lavorare secondo un programma ben definito. Tra una vittoria in campionato e una qualificazione in Champions, la società di Pallotta ha portato a casa anche i rinnovi contrattuali di De Rossi, Strootman, Nainggolan, Fazio, Manolas e, ultimo in ordine cronologico, Perotti. Prossimo appuntamento, quello con Florenzi, come annunciato dal ds Monchi in occasione della presentazione del suo libro quando ha anche dichiarato che la vittoria di Champions l'avrebbe festeggiata maggiormente dopo la trasferta di Verona. A dimostrazione che nessuno, dalle parti di Trigoria, si sente appagato per tutto quello di buono che fino a oggi è stato fatto. Concetto ribadito da Di Francesco ieri in conferenza stampa: «Abbiamo fatto qualcosa di importante ma non è finita qui, non ci dobbiamo accontentare». E proprio per tenere tutti sulla corda («Voglio tutti sul pezzo», le parole del mister al riguardo), pochissime le indicazioni sull'undici titolare che oggi, nell'antipatico anticipo dell'ora di pranzo, scenderà in campo contro il Chievo Verona. Le uniche certezze riguardano le assenze: fuori De Rossi, che sconta l'ultima giornata di squalifica, e gli infortunati Defrel e Karsdorp.

Al Bentegodi, il Chievo ha perso solo una delle ultime sei partite. Tra le mura amiche, inoltre, la squadra di Maran è stata l'unica a riuscire a fermare il Napoli sullo 0-0 lo scorso 5 novembre. Impresa riuscita quest'anno solo a Inter e Juventus. Una partenza sprint ha garantito al Chievo 20 punti dopo le prime 15 partite. Ora, la formazione veronese arriva da due brutti risultati, il primo l'eliminazione dalla Coppa Italia per mano dei cugini del Verona e il 5 -0 subìto a San Siro sabato scorso contro l'Inter, che ha condannato la banda Maran alla più pesante sconfitta stagionale. C'è poi un dato importante che riguarda il Chievo e che potrebbe far accendere più di una spia d'allarme nella Roma, nella beneaugurante ipotesi che i giallorossi riescano ad andare in vantaggio: il Chievo è la formazione che in casa in questo campionato ha recuperato più punti dopo essere andata in svantaggio (nove). La Roma, da parte sua, può contare su un dato statistico confortante: i giallorossi sono infatti rimasti imbattuti nelle ultime otto sfide con il Chievo in Serie A, durante le quali hanno portato a casa sei successi e due pareggi. Nelle ultime due sfide al Bentegodi sono state segnate 14 reti, con una delle due squadre che ha sempre messo a segno almeno tre reti. I numeri raccontano tre storie di giovani attaccanti che guardano con un occhio particolare a questa sfida. L'esordio in Serie A di Stephan El Shaarawy è arrivato contro il Chievo nel dicembre 2008 con la maglia del Genoa. Non solo, ma nelle ultime due sfide contro i veneti in Serie A il Faraone ha messo a segno tre reti. Invece, proprio nel mese di dicembre di un anno fa, Patrik Schick ha trovato con la maglia della Sampdoria il gol nell'unica sfida giocata al Bentegodi contro il Chievo in Serie A. C'è poi Roberto Inglese. L'attaccante veneto, acquistato dal Napoli nell'ultima sessione di calciomercato e lasciato a Verona per completare il suo percorso di crescita, è stato autore di una doppietta nell'ultima sfida casalinga alla Roma. Inglese, inoltre, ha segnato due doppiette nelle ultime tre partite di campionato disputate al Bentegodi. Può ritenersi soddisfatto così.