Colombo vuole strafare: gestione che scontenta tutti
L'arbitro fa pari e patta con gli allenatori. Soprattutto però il direttore di gara di Como permette di tutto a Carnesecchi
(IPA)
Colombo è un ottimo arbitro, sempre vicino all’azione, decisionista. Ma quando vuole strafare - e c’è il dubbio che l’“orsatismo” imperante attuale della classe arbitrale possa influire - si perde e, soprattutto, la frustrazione è bipartisan. In Roma-Atalanta, ad esempio, parte clemente: al 10’ un fallo su Dybala di Scalvini potrebbe meritare l’ammonizione, ma c’è solo un richiamo. Pochi minuti dopo almeno il metro resta lo stesso per le veementi proteste di Cristante, niente giallo. Al 20’ Ndicka è in fuorigioco sul tocco di Mancini e il suo gol viene annullato. Al 40’ ammonito Gasperini che protesta vistosamente dopo una sbandierata per fuorigioco tardiva del guardalinee. Malen è meno pimpante del solito ma impegna i nerazzurri comunque: manca un giallo su Kossounou che lo contiene a fatica.
Nella ripresa al 9’ viene ammonito Sarri per proteste: forse ha ragione, c’è un pallone che non è uscito. Colombo fa pari e patta con gli allenatori. Soprattutto però il direttore di gara di Como permette di tutto a Carnesecchi e i conteggi teatrali dei suoi secondi sulle rimesse durano più dei secondi. Al 38’ altre proteste di Bellanova: ammonito. Ma soprattutto a fine gara espulso Gaetano per proteste per un presunto recupero più corto. Sarri non ha mezzi termini: «Gaetano non ha detto nulla. Errore arbitrale». E Colombo rimandato.
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