Soglia alta del fallo per Jablonski, con qualche imprecisione. Regolare il gol di Pellegrini
Poco convincente la gestione disciplinare a targhe alterne del primo tempo. Alla rete della Roma protesta il Bologna per un improbabile fallo di Malen prima di servire l’assist al numero 7
(GETTY IMAGES)
Il tedesco Sven Jablonski, alla prima volta con i giallorossi, alza la soglia del fallo e lascia giocare parecchio (come piace a Rosetti, soddisfatto in tribuna): si perde sempre qualcosa (devono rimediare spesso gli assistenti), in questi casi si scontenta tutti, ma è più calcio. Rumoreggia il Dall’Ara (all’inizio e alla fine), si stupisce qualche giocatore in campo - magari abituato al metro italiano - ma il gioco scorre. Meno convincente la gestione disciplinare a targhe alterne: al 12’ Miranda rimedia il primo cartellino giallo tra fallo su Rensch e proteste (ce ne sarebbe un altro poco dopo, per una manata sull’olandese, ma il tedesco cambia misure). Due minuti dopo, invece, si fa ammonire Wesley che trattiene Joao Mario. L’infrazione non è così vistosa, ma il giallo, anche se piuttosto fiscale si può estrarre. Se non fosse che al 17’ Freuler entra duro su Pisilli da dietro e viene graziato. Così come i colleghi Ferguson, al 25’ su Wesley in una possibile spa e Bernardeschi al 32’, che interviene su Ghilardi in corsa. Niente più cartellini fino a fine tempo.
Nella ripresa Jablonski “subisce” di più il Dall’Ara ma si ricorda i cartellini: al 1’ Joao Mario stende Vaz lanciato verso la porta e viene ammonito. Stessa sorte per Casale all’11’ per fallo su Malen. Poi al 21’ tocca invece a Cristante per aver fermato una spa su Rowe. Al 26’ la Roma pareggia: protesta il Bologna per un improbabile fallo di Malen prima di servire l’assist a Pellegrini. Infatti check inutile.
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