Il centrocampista della Roma Primavera Nicola Zalewski si racconta. Dai primi passi a Trigoria al sogno dell'esordio, ecco le parole del giovane giallorosso a Roma Tv.

"Quando vengo chiamato dalla Nazionale è sempre un piacere tornare nel proprio paese. Anche se sono nato qui in Italia, la Polonia la considero il mio Paese perché avendo entrambi i genitori polacchi la considero il mio Paese. Probabilmente quando dovrò scegliere la nazionale sceglierò per quella polacca perché dopo tutte le convocazioni che ho ricevuto è difficile cambiare nazionalità, anche per rispetto della Federcalcio: sceglierò quella polacca sicuramente".

"Il mondiale Under 20 è stata una grande soddisfazione per me perché ho giocato con ragazzi tre anni più grandi. Sono partito dall'Under 15 non sapendo di ritrovarmi in quel posto, in quel momento. È stato come un sogno per me".

"Il calcio in Polonia non è molto sviluppato, preferisco per adesso rimanere qui in Italia e godermi il calcio italiano".

"Sono entrato bambino e sto crescendo, questa società mi ha dato tanto. Sono 10 anni che sto qui, si può dire che mi ha cresciuto mi sta crescendo,  che è come una seconda casa. Sono orgoglioso di poter giocare in una società importante come la Roma e spero di rimanerci il più a lungo possibile".

"Ricordo il giorno del provino, l'ho fatto insieme a Calafiori. Eravamo insieme ai 2001 ed è andata abbastanza bene, ci siamo divertiti. Questa è una cosa che è capitato molto spesso in questi anni, spero di continuare a giocare sotto età nei prossimi anni. Sicuramente nelle prime partite è più difficile ambientarsi perché i ragazzi più grandi hanno un altro ritmo ma poi con il passare dei giorni, settimane, mesi mi sono abituato".

"Uno dei punti deboli è rimare concentrato e dentro la partita tutti i 90 minuti, che è una cosa che spesso mi capita. Facendo molti assist considero il mio punto di forza l'ultimo passaggio. Fare gol è una soddisfazione unica ma l'ultimo passaggio lo considero più importante. È difficile che un centrocampista vada al gol, è raro che non faccia invece un passaggio buono, quindi la mia duttilità mi ha aiutato molto sia a finalizzare il gioco che nel fare l'ultimo passaggio".

"Sono entrato alla Roma come centrocampista, poi ho fatto un anno il trequartista, poi col mister Maini anche la punta. Adesso sto facendo l'esterno e sono stato utilizzato anche come centrocampista centrale. Preferisco l'esterno, anche perché in Primavera giochiamo 4-3-3 e a centrocampo c'è molta più concorrenza".

"Il gol più bello quello con il Genoa al Tre Fontane perché al 91' sono riuscito a fare uno scatto perché avevo il fiato che molti altri non avevano, Penso di aver fatto una buona prima metà di campionato e sono molto contento".

"Allenarsi in prima squadra è un'emozione che non tutti possono avere e sono contento perché allenarsi con giocatori che hai visto in tv il giorno prima è una sensazione unica. Nel dribbling Under mi ha impressionato, poi come personalità Pellegrini mi piace molto per come si comporta. È un leader. Anche lui ha una duttilità nel ruolo, può fare la mezzala il centrocampista il centrocampista centrale. Questo lo porta a essere molto efficace e giocare molto". 

"Cosa chiedo per i 18 anni? Sogno la convocazione in Serie A e perché no, l'esordio. Lo dedicherei alla mia famiglia che mi ah sempre sostenuto e non mi ha mai fatto mancare nulla".