Primavera, un punto con la testa: Terlizzi fissa l'1-1 tra Lecce e Roma
La zuccata del difensore porta al pari nel finale. Primo tempo scialbo, alla ripresa la traversa e lo svantaggio con gol di Esposito. Poi ci si rialza
(GETTY IMAGES)
Con la testa, in senso stretto. È una zuccata, firmata Terlizzi, a far rialzare il capo alla Roma Primavera, giunta alla 3ª gara stagionale. Al Deghi Center di San Pietro in Lama, una traversa e il portiere del Lecce Penev inchiodano i ragazzi di Scala sull’1-1. Un punto raggiunto solo nel finale, non senza battagliare. Con perseveranza.
La disposizione tattica rispecchia per otto undicesimi quella vista con l’Atalanta. Però l’impostazione è diversa e lo si capisce quando la propositività del Lecce mette in seria difficoltà la Roma nella sua area di rigore, ma solo nei minuti iniziali. Lì risplende Basile: prima un’intervento rischioso ma elegante, a togliere palla a Esposito a due passi (e a rifarsi dopo un disimpegno sbagliato e quasi letale); poi il tentativo di Laerke e un’altra chiusura del 6 nel box, prima che Cama provi a sorprendere Penev sull’asse da quinto a quinto. Dietro, Terlizzi (centrale nell’impostazione) duella a più riprese con Esposito, in maniera ruvida e senza polemiche. Le occasioni restano poche: Di Pasquale ci prova due volte da fuori, in mezzo una potenziale chance per Morucci e Arena al 29’, con l’11 male nei tempi del servizio al centro. Nella gestione, qualche errore di troppo da una parte e dall’altra. E la densità nell’area leccese è troppo poca per poter impensierire. L’occasione più grande, con la Roma male in uscita, arriva sui piedi di esposito al 45’: palla fuori di pochissimo col pallonetto.
È Paratici, tornato da poco, la mossa di Scala per scardinare la difesa pugliese. Dentro lui, fuori Arena. Poi Arduini per Panico. Cambia l’attitudine. Il 32 recupera, guida, scarica e crea le chance fino a poco prima quasi inesistenti. Ma è Penev il protagonista: al 48’, Morucci si inventa un dribbling-e-tiro che si spegne sulla traversa, complice l’intervento del portiere; dopodiché, Terlizzi non sfrutta al massimo lo scarico della punta, mentre al 53’ il bulgaro si immola nuovamente sulla bordata di Arduini. Così, è gol mangiato, gol subito. Proprio Penev, al 56’, lancia Esposito: la difesa romanista, non schierata a dovere, se lo lascia sfuggire e lui è libero di segnare l’1-0. Un po’ a sorpresa, la Roma si ritrova a dover inseguire. E a dire la verità, le occasioni del Lecce non finiscono qui. Serve una buona guardia dietro, pure col giallo a Terlizzi, per tenere a bada gli attaccanti avversari. Sul fronte opposto, le sostituzioni (dentro Falcetta e Vukoje, all’esordio) non sembrano dare lucidità: si gioca più su lanci lunghi, spesso fuori misura. Per di più, Kilvinger rischia il pasticcio al 78’, rinviando sul giocatore in pressing del Lecce e riuscendo solo successivamente a smanacciare il pallone a campanile nato dal rilancio errato.
Ma gli ultimi minuti mostrano una Roma più convinta. Falcetta e Vukoje sono i più vivaci, entrambi fermati rispettivamente da Milojevic e Penev. L’italo-brasiliano non molla: al 92’ ripiega sulla destra e il suo cross morbido pesca la testa di Terlizzi in area, grintoso nel colpire e pareggiare i conti. E ci sarebbe anche la chance per farne un altro, in chiusura, con Paratici. Dall’altra parte, Kilvinger è provvidenziale in uscita su El Bouradi. Nulla di fatto: finisce così, 1-1. «Il rammarico più grande è quel gol subito in quel momento», spiega Scala. «La voglia di vincere dopo il pari c’è stata, è un aspetto importante. Ma bisogna migliorare sulla continuità». Ora c’è la Youth League. Appuntamento a giovedì, in casa del Fenerbahce.
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