Bonifazi e Dattilo, due nomi per il futuro: dalla Roma al tetto d'Europa
L'Under 17 azzurra batte il Belgio anche grazie all'apporto dei due giallorossi. Due difensori, entrambi terzini in nazionale, tra numeri e curiosità
(FIGC)
Non si può fermare il vento, solo fargli perdere tempo. Non ne ha bisogno chi ha tutta una carriera davanti per farsi grande. A proposito: c'è un'Italia Under 17 che appena due giorni fa, in data 7 giugno 2026 (e precisamente alle 21.08), è salita sul tetto d'Europa forte del suo talento. Giovani, sì, ma non per questo poco responsabili. Col Belgio, una prestazione più efficiente che efficace: il gol di Ojea subito (con troppa sufficienza) al'85', quindi il rigore conquistato a inizio recupero e il pari - con penalty perfetto di Fugazzola - allo scadere. E non è un caso che a decidere l'assegnazione della coppa siano stati i tiri dal dischetto: un intruglio di fortuna, bravura e tensione, da cui gli azzurrini di Franceschini sono usciti senza ferite. E con la medaglia d'oro al collo.
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— Nazionale Italiana ⭐️⭐️⭐️⭐️ (@Azzurri) June 7, 2026
Due per il futuro
Tanti i protagonisti, poche le comparse. Dal portiere Lupo, eccezionale para-rigori con la Spagna, al bomber Perillo, fautore del capolinea belga. C'è però anche un po' di romanismo in vetta. A innalzarlo sono Giampaolo Bonifazi e Lorenzo Dattilo, indiscutibili prime scelte nelle giovanili giallorosse e tra le promesse maggiormente in evidenza nel vivaio. Forse, anche nell'intero panorama italiano, in cui spesso si controbatte sulle qualità inespresse degli interpreti e su un'inversa scalata verso la gloria.
Le tre esclusioni consecutive dai Mondiali, in questo senso, diventano il punto centrale del discorso. Delusione da una parte, entusiasmo dall'altra. Dove i più grandi non riescono ad attecchire, ci sono i piccoletti a capovolgere il trend deleterio.
Bonifazi, un 2009 con grinta da vendere
Si era distinto nel 2024, una ventina di giorni dopo il precedente successo tricolore agli Europei U17. Al tempo, Cama, Di Nunzio e Coletta prendevano per mano l'Italia. Lui, Giampaolo Bonifazi, regalava insieme ai compagni la gioia dello Scudetto alla Roma Under 15. Fascia al braccio, nessuna paura: e il titolo tornò tra le braccia dei giallorossi, col 2-1 sul Genoa. Due anni dopo, ha conquistato il Ct Franceschini e ha dato alla sua squadra un valido jolly sulla linea dei difensori, nel 4-3-1-2 diventato veste comune della Nazionale durante il torneo.
Che fosse centrale o terzino destro, l'apporto è stato preziosissimo fin dalla prima partita. 90' all'esordio con la Francia, da lì la scelta è ricaduta quasi sempre su di lui; unica eccezione, la sfida (ininfluente) con la Danimarca. In cui, tra l'altro, l'Italia ha preso tre gol. Per il resto, una rassegna disputata con compostezza, mettendo al servizio della squadra le capacità ineccepibili nell'anticipo e nel gioco aereo: 4 gare (326'), tutte dal 1', tutte a lato della retroguardia. In stagione ne aveva giocate 20 con la Roma (complici anche le squalifiche) tra U17 e U18, segnando 3 gol. Nota dolente? I cartellini. Tanti gialli, tanti rossi. Ci lavorerà. Ora, c'è una fase finale in cui dare tutto per la Lupa, di cui è da sempre tifoso.

Dattilo, spinta costante e spina nel fianco... da sottoetà
Da 2010, in un contesto del genere, non è facile emergere. Lorenzo Dattilo era l'unico, insieme a Croci, a comparire nella lista dei calciatori utilizzabile con un'età inferiore al resto del gruppo. Ma Franceschini non ha avuto paura (forse quanto più è necessario per permettere a un talento di emergere), memore delle prestazioni con la Roma Under 16: 27 apparizioni e 6 gol - uno nella fase finale - giocando come terzino destro o, all'occorrenza, dirottato sulla fascia sinistra.
Qui ha agito con la maglia azzurra. E lo ha fatto con la professionalità che da sempre lo distingue: dopo la panchina con la Francia all'esordio della Nazionale, si è mostrato con costanza giocandole tutte. Tre dal 1', una entrando a gara in corso. In finale ha sfiorato il timbro con un'azione in solitaria e un tiro da fuori. Sarebbe stato il suo secondo nel torneo, memore di quello messo a referto nel 3-3 con la Danimarca. Quel che resterà è l'attenzione comune, sia in marcatura (dove ha un po' peccato nell'ultimo atto), sia nella proposizione offensiva. Anche per lui, smaltita la gioia, verrà la Roma. Una fase finale da portare a termine con la maglia dell'U16.
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— علي الكبير (@ali_omar_1986) June 6, 2026
Y16
ظهير ايسر
سريع بالكرة على الخط
قدرة على الانطلاق بالكرة لمسافات كبيرة
تسارع
وان تاتش
نشيط و حركي
مبدأ اوفر لاب ممتاز من حيث التوقيت و الجودة
عرضيات ممتازة
جيد في البناء و إرسال تمريرات طويلة في ظهر الدفاع للجناح المنطلق على الطرف pic.twitter.com/SsFPS1w55g
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