Digiuno finito, ma che fatica! Decide Maccaroni, 3-2 della Primavera sulla Cremonese
In 35' arrivano i gol di Arena e Panico, poi la Roma pasticcia e regala il pari. Il classe 2008 fissa il punteggio alla ripresa. Nel finale il palo di Herzuah
(AS ROMA VIA GETTY IMAGES)
La prestazione è più da bocciatura che da promozione. Stavolta, però, conta il risultato: un'altalena di emozioni (e di gol) regala alla Roma Primavera la vittoria, a distanza di quasi due mesi dall'ultima volta. Sette partite senza. Troppe. Al Campo Soldo, la sfida della 36ª giornata contro la Cremonese si chiude sul 3-2. Tre reti per tre marcatori diversi; tre punti che alzano il conto a 59, lasciando invariato il 4° posto e allontanando almeno momentaneamente il gruppo di Guidi dalle concorrenti per un posto ai playoff. Bisognerà ancora sudare. E correggere quanto di male fatto nell'arco dei 90'.
Perché le difficoltà sono evidenti sin dai primi minuti, ma vengono sotterrate dal gol lampo di Arena. Al 4', Cassin va in difficoltà e si fa rubare palla dal 9, al quale basta appoggiarla in porta. Di tutta risposta, è Ragnoli Galli a impensierire maggiormente nell'area giallorossa. Con gli avversari a ringraziare spesso per errori piuttosto grossolani nel disimpegno. Dietro, Terlizzi pare più ondivago, con Seck ad amministrare le avanzate grigiorosse: Arena va vicino al raddoppio, poi la punta grigiorossa ci prova al 9' con Jenzeri e a loro segue Kaba. Sono minuti molto delicati. Davanti non si rinuncia, dietro un po'. Quindi c'è ancora l'ex Pescara ad avvicinarsi alla rete, trovando al 15' la pronta risposta di Cassin.
È sulle preventive che la Roma mostra indecisione. Lo si nota quando Nardin rischia il pasticcio su un lancio lungo in area, a cui poi Kaba non riesce a dare forma. Ma superati i primi 20', c'è più fiducia nell'aria: Maccaroni guida spesso i suoi nel ribaltamento dell'azione, Almaviva si mostra poco effervescente. Non al 35': dal suo piede parte uno scavetto che premia l'inserimento di Panico. Vinto un corpo a corpo, "basta" scaraventare il pallone in porta per il 2-0. Solo momentaneo. Passano 4 minuti e una disattenzione di Seck e Nardin sul cross di Ragnoli Galli (già pericolosissimo con un tiro potente, su cui De Marzi mostra tutta la sua reattività) lascia ad Achi tempo e modo di colpire di testa per accorciare.
E al ritorno in campo dall'intervallo, con un Della Rocca in più e un Almaviva in meno, la partita riprende la piega vista in avvio. Stavolta, l'errore decisivo è di Terlizzi, che atterra Herzuah in area e causa il rigore su cui un glaciale Ragnoli Galli va in gol, al 52'. Pare abbattersi una maledizione sulla Roma. Il 23 esce, ammonito, lasciando spazio a Marchetti; da lì, la squadra assume un atteggiamento diverso. Propositiva, pure se poco precisa. Come quando al 63', Maccaroni ha una chance a porta vuota ma fallisce clamorosamente il colpo di testa. Niente paura: è proprio il 28 a risollevare la Roma quando al 72' si fa trovare pronto sul traversone di Cama. Colpo da biliardo, 3-2 e via verso la vittoria. Non senza qualche ostacolo da superare. C'è una concentrazione scadente a scandire i minuti finali, a cui neanche i cambi riescono a dare una svolta. E si trema al 91', sul palo di Herzuah, lasciato solo e impreciso a tu per tu con De Marzi. La sofferenza è tanta, ma porta dopo 5' estenuanti di recupero ai tre punti. Finalmente si può sorridere.
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