L’agonismo non basta: è pari nel derby per la Roma Primavera
I giallorossi rischiano in avvio, poi si stabilizzano. Nella ripresa ci prova Maccaroni, senza successo: finisce 0-0. Guidi e i suoi quarti a -4 dalla vetta
(GETTY IMAGES)
Il sole riscalda il campo del Fersini e lo stesso fanno gli animi dei ventidue (più subentranti) in campo. Ma il derby Primavera si chiude senza vincitori: finisce 0-0 il big match della 34ª giornata. Non basta il carattere dei giallorossi. Poche occasioni, tanto, tantissimo agonismo ad aumentare la tensione di una sfida attesissima. Sul lato tecnico-tattico, qualche spunto e nulla di più. Anche perché il 3-4-2-1 di Guidi, rivisitato, si pone in modo tale da preservare, più che incidere. Fuori Mirra e Di Nunzio rispetto al Napoli; in difesa, di fronte a De Marzi, trovano spazio Nardin, Seck e Terlizzi. Davanti resta Arena, supportato da Maccaroni e Almaviva (i più vivaci). A centrocampo, torna Panico con Bah, con Cama a sinistra e, a destra, Marchetti.
È proprio dal piede del 2 che arriva la prima chance, al 1’, sull’esterno della rete. Una piccola eccezione. Perché almeno inizialmente le due squadre si studiano. La Roma attende, la Lazio cerca verticalità. Lo fa con Przyborek e Serra, reattivi e a più riprese a due passi dal gol. Tant’è che al 15’ servono un intervento di De Marzi e un po’ di fortuna, chiamasi palo, a togliere il gol al 17 avversario. Da lì in poi, l’intensità agonistica cresce: Terlizzi rimedia un giallo, Almaviva fa a sportellate coi difensori avversari. Manca la genialità, che prova a inserire l’11 romanista. Gli scambi sono pochi. Gli avversari tentano ripartenze e lanci: le occasioni scarseggiano, sono perlopiù tentativi da fuori area dei biancocelesti Farcomeni e Ferrari. Cama risponde al 36’, servito bene da Almaviva, ma D’Alessio neutralizza. Quindi, Bah spreca una chance di testa sul corner del classe 2006. Lui è tra coloro a sentire maggiormente il peso della sfida. Gli animi si scaldano e il primo tempo si chiude a reti bianche.
Alla ripresa, il volto della partita non cambia. Resta lenta, meno intrisa di aggressività (in senso calcistico, s’intende). E neanche i cambi danno l’effetto sperato: Guidi mette Lulli e Arduini, due dei “risolutori” col Napoli, oltre a Della Rocca. Il laterale sgasa, senza fornire spunti di rilievo in zona offensiva. Chi va più vicino al gol è Maccaroni, dopo una sterzata e un tiro di poco a lato al 73’. Nel frattempo, la partita si fa più “vivace” in tribuna a causa della “comparsa” di Claudio Lotito, precedentemente in cabina. Il presidente avversario polemizza con alcuni tifosi biancocelesti, poi se ne va. Mentre sul prato ci si continua a contendere il pallone: l’ingresso di Sana Fernandes dona brio alla manovra laziale; i difensori giallorossi contengono al massimo. Seck e Nardin su tutti, poi Mirra una volta entrato (con Forte) in chiusura di gara.
Pressoché nullo Arena, 90’ più recupero in campo ma non in grado di dare la svolta. Anche quando chiamato a sviluppare trame di gioco. L’unico a riprovarci sul serio è il solito Maccaroni, fermato da una deviazione in corner. Poi, tutti negli spogliatoi. 4’ di recupero più a gioco fermo che in movimento e un punto a testa. La Roma Primavera sale a 55 punti e resta quarta in classifica, a -4 dalla vetta occupata dalla Fiorentina. Ma la vittoria continua a mancare: l’ultima resta quella col Frosinone, del 4 marzo scorso. C’è un cammino da raddrizzare al più presto per puntare con convinzione ai playoff.
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