Italia, Gattuso: "Vogliamo raggiungere il Mondiale. Se siamo meno belli, va bene lo stesso"
Il ct degli Azzurri: "Con Dzeko è nato un rapporto incredibile, è un professionista avanti anni luce. Ci lega una bella amicizia, è un grande uomo"
(GETTY IMAGES)
Alla vigilia della sfida da dentro o fuori per la qualificazione al Mondiale contro la Bosnia, Gennaro Gattuso ha parlato a Sky Sport.
È il momento più emozionante e complicato...
"Penso che chi fa questo mestiere vive per notti così, il formicolio inizia a sentirsi. Se non senti questo devi lasciare perdere, sia come calciatore che come allenatore. Ci giochiamo tanto, c'è questa consapevolezza. Non dobbiamo perdere energia, domani ce ne sarà bisogno".
Il Gattuso bambino immaginava notti come questa?
"Come dicevo anche giorni fa, c'è una grande responsabilità. Ma dal primo giorno in cui sono qui. La sento, ma non posso pensare oggi a quello che accadrà. Devo pensare a guardare negli occhi i giocatori e trasmettere grandissima fiducia. Perché penso che abbiamo le possibilità di raggiungere questo obiettivo, la squadra è migliorata tanto, così come il gruppo. Se siamo meno belli va bene. La nostra storia dice questo: con mentalità, voglia e sofferenza abbiamo raggiunto obiettivi inaspettati".
Domani si gioca più con le gambe?
"Non nego che parlando con il mio staff, sapevamo che avremmo potuto avere difficoltà. Sulle seconde palle a livello fisico con l'Irlanda del Nord potevamo soffrire anche di più. Con la Bosnia sarà diversa, hanno qualità ed esterni velocissimi. Hanno attaccanti che si muovono molto bene. Poi avremo palla noi, dovremo tirare fuori il coraggio. Loro sono una squadra vera. Il loro allenatore ha parlato di pullman, ma non è una squadra che mette il pullman. Hanno qualità. Non c'è differenza tra Galles e Bosnia, poi è uscita quella polemica e Dimarco è stato molto bravo. Dobbiamo rispettare la Bosnia non per frasi fatte, ma perché ci può mettere in difficoltà".
Le parole di Dzeko?
"Contento di questa domanda. Nella vita ho fatto tanti errori, ma umanamente mi sono sempre sbagliato poco. Con Edin ho parlato due mesi di fila quando lui era al Fenerbahce e io all'Hajduk Spalato, volevo portarlo da me. È nato un rapporto incredibile, è un professionista avanti anni luce. Anche se è stato 9 anni nel nostro campionato, le sue parole non erano scontate. Non è solo un grande campione, è un grande uomo. Tra me e lui c'è un'amicizia importante, gli faccio i complimenti da uomo".
Un messaggio per gli italiani?
"I dieci milioni di telespettatori contro l'Irlanda del Nord dicono tutto. Penso che ora stia a noi dare loro una gioia, speriamo possa arrivare".
Gattuso in conferenza stampa
Le tue sensazioni?
"Le stesse prima di Bergamo, è cambiato poco. Ci giochiamo tanto, ma lo sappiamo tutti. Lo sappiamo bene. Giochiamo contro una squadra forte, con giocatori di qualità, forti fisicamente. Ci vorrà una grandissima Italia per coronare il sogno di tornare ai Mondiali".
Motivi per crederci?
"L'aspetto più importante da quando esiste la Nazionale è la voglia. Siamo diventati campioni pur non essendo i più forti, ma con grande patriottismo, con grande sofferenza, con grande voglia. Non deve mancare questo".
C'è un modo per lasciare fuori la paura?
"Quando fai il calciatore, l'allenatore... le partite sono difficili. Soprattutto quando sai che non puoi fallire. Dopo si può dire tutto quello che si vuole. Noi tatticamente qualcosina abbiamo sbagliato, ma è normale che si faccia fatica. Siamo stati bravi. La verità è una sola: sette mesi fa non eravamo questi. Soffrivamo gli avversari, arrivavano facilmente in porta. La squadra è migliorata. Forse non siamo stati bravi a fare una pressione ultra offensiva, ma ci sta che la squadra sia stata meno brillante nel primo tempo. In questo momento preferisco che la squadra soffra di meno, ma che sia meno bella. Pensiamo al concreto, che è la cosa più impportante".
Come avete trovato il campo?
"Sinceramente non ci dobbiamo pensare. Se il campo è brutto, è brutto per tutti. È da deboli pensare a queste cose. Mi sembra che il campo possa andare. Ho fatto un anno nelle vicinanze negli anni scorsi, i campi brutti erano altri. Anche se fosse stato brutto, avremmo potuto farci poco. Noi dobbiamo pensare a loro, ai loro esterni e ai loro attaccanti".
Che Bosnia ti aspetti?
"Sergej (Barbarez, ndr) è un grande giocatore di poker. Mi incuriosisce come personaggio, è una persona molto molto intelligente. Chiaramente ho capito lo scherzo. Me lo ricordo da giocatore, era un buon attaccante. Si fa voler bene, è un preparato. Si fa voler bene dai suoi calciatori, con la maglia della nazionale ha lasciato il segno. Al di là delle polemiche su Dimarco, in cui siamo stati un po' stupidi noi, abbiamo sempre conosciuto le qualità della Bosnia. Gli attaccanti si muovono molto bene, così come gli esterni. Da parte nostra c'è grande rispetto".
Cosa succede al calcio italiano
"Non è il momento di parlare di questo. Ma non sono la persona adatta. Sarebbe una delusione, una mazzata importante, mi dovrò assumere tutte le responsabilità. Ma la testa ancora non ce la siamo spaccata, vedremo poi nell'eventualità. Ho un mio pensiero e lo tengo per me, ma pensiamo alla partita di domani. Poi, sia nel bene che nel male, ci metterò sempre la faccia come ho sempre fatto".
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