La Roma vince la Coppa Italia, il primo titolo della sua storia. Lo fa battendo il Milan ai calci di rigori dopo 120' di equilibrio, lotte, stanchezza ed errori (anche arbitrali). La alza capitan Bartoli come è giusto che sia, simbolo di un progetto e di una squadra che è romanista dentro. Il primo tempo rispecchia le caratteristiche delle due squadre. Partono meglio le rossonere che cercano di sfruttare qualche imprecisione iniziale nell'impostazione romanista. Succede proprio nei secondi iniziali, quando Giacinti raccoglie dopo un errore di Bartoli e va da Dowie, che però calcia male. Quando la Roma non sbaglia il primo passaggio e riesce a evitare la forte pressione della squadra di Ganz, trova sbocchi offensivi importanti sulla fascia destra di Soffia e Thomas che spingono molto ma raramente sono abbastanza concrete per andare a concludere. Tra le migliori Vanessa Bernauer, che recupera spesso il possesso per andare poi a impostare dal basso per le compagne. La prima occasione giallorossa arriva sui piedi di Lazaro che sugli sviluppi di un calcio d'angolo dalla destra di Korenciova tenta la deviazione acrobatica sul primo palo: fuori di poco. Le rossonere giocano spesso in ripartenza nel tentativo di servire Giacinti o Dowie: Linari e Swaby rischiano spesso di farsi prendere alle spalle, ma rimediano con velocità e fisico. Al 29' Jane chiama Ceasar al primo intervento importante della sua gara e la giallorossa risponde presente. Nel primo tempo la Roma prova a costruire e il Milan pressa per ripartire; nella ripresa il canovaccio è praticamente lo stesso. Le rossonere riescono con più frequenza a ripartire dal basso e il numero dei fuorigioco aumenta esponenzialmente con Giacinti e Dowie. Manca per buona parte della gara l'apporto di Andressa al gioco romanista: anche per questo la superiorità giallorossa nel possesso non porta a grandi occasioni. La chance più significativa di un secondo tempo equilibrato e stancante è quella di Bernauer: destro da fuori che termina alto di poco. Come era successo nell'ultima sfida tra le due squadre al 90' è 0-0, si va ai supplementari.
Dopo 5' l'arbitro non ravvisa un fallo su Bernauer e il Milan guadagna un angolo sull'azione successiva: la battuta di Tucceri è verso lo specchio, Ceasar respinge sulla traversa. Al 102' l'arbitro non dà il secondo giallo a Mauri e la grazia da un'espulsione che sarebbe stata sacrosanta. Il Milan sembra essere in condizione fisica leggermente migliore e riesce a tenere la Roma nella propria area di rigore ma praticamente nessuna sfugge ai crampi. Bonfantini, subentrata a 10' dalla fine dei regolamentari, è quella che con più costanza prova ad alzare il baricentro romanista, con Greggi a fare da filtro in mediana per aiutare un'esausta Bernauer. È la stessa numero 22 a spingere forte sulla destra quando Linari recupera l'ennesimo pallone sulla propria trequarti, poi lo scarico sulla destra e un tiro-cross impreciso di Banusic vanificano l'opportunità. Al 111' un altro errore dell'arbitro, quando Greggi sposta il pallone all'avversaria che la sgambetta in area: per Marotta non è rigore. Nel secondo supplementare c'è più Roma, il contrario di quanto successo nel primo, ma gli sforzi delle squadre non bastano: si va ai rigori. E in quel momento Camelia Ceasar decide di diventare protagonista assoluta, parando i tiri di Boquete e Grimshaw e soffiando sul palo quello di Tucceri. Poi tira Bernauer. Gol. Roma campione.