Elisa Bartoli, capitano della squadra femminile della Roma e calciatrice della Nazionale, ha rilasciato alcune dichiarazioni sul sito web fanpage.it. La numero 13 giallorossa ha parlato del mondo del calcio femminile, dagli inizi e alle difficoltà di trovare strutture adeguate fino all'odierna sitruazione e ai suoi personali obiettivi futuri. Ecco le sue dichiarazioni.

Sugli inizi nel mondo del calcio
"Mi sono fatta da sola. Quando andavo in campo i maschietti si mettevano a ridere. Io, però, ho imparato a zittirli giocando… sul campo. Il calcio e lo sport mi hanno aiutato tantissimo a crescere a livello emotivo. Ero molto chiusa, ho imparato a smussare alcuni lati del mio carattere un po' chiuso e ad aprirmi di più verso l'esterno. Non ho mai pensato di poter diventare una calciatrice, ai miei tempi non c'era niente. Ho iniziato in un cortile e giocavo con dei ragazzi che mi hanno accolto bene perchè davo loro del filo da torcere".

A proposito della crescita del calcio femminile
"È una vita che noi donne dimostriamo, il mondiale è stato un grande segnale ed uno schiaffo morale a chi pensava che il calcio femminile fosse poca roba. Negli ultimi 4-5 anni c'è stato un cambiamento importante, ci mettono a disposizione delle strutture adeguate, prima si andava avanti solo per amore e passione. Oggi le ragazze sono più fortunate, siamo sulla via giusta".

Sugli obiettivi futuri:
"Ho vinto un po' di cose per fortuna, sono stata abbastanza felice nello sport, però vorrei alzare qualche trofeo in più anche a Roma, è un sogno che sto rincorrendo, visto che è la mia città e sono voluta tornare dopo tanti anni. Spero di rimanere a lavorare in questo sport anche dopo il ritiro, non mi vedo a fare altre cose, ho dedicato una vita al calcio".