Un palo, un po' di sfortuna e un campo pessimo. Ma anche tanta imprecisione, poca cattiveria e un gioco con poche alternative. C'è tutto questo nella prima sconfitta stagionale della Roma Femminile che ha perso 2-0 in trasferta contro l'Empoli. Nel pomeriggio dell'esordio di Baldi contro la sua ex squadra, le giallorosse cercavano continuità e conferme dopo la vittoria con il Bari. Le toscane erano avversario di altra caratura e alla squadra di Bavagnoli serviva qualcosa in più che, per ora, manca in maniera evidente.
Il primo tempo è stato equilibrato, con la Roma che ha colpito un palo con Bonfantini dopo 10'. Entrambe le squadre pressavano tanto, ma l'Empoli ha sempre dato l'idea di essere più ordinato in campo nella fase di non possesso costringendo spesso la Roma a dei cross dalle fasce senza nessuno che li rendesse effettivamente pericolosi. Non ha brillato Lazaro, decisiva nelle prime due di campionato, mentre ha deluso Andressa, un po' persa in un centrocampo che non è mai riuscito a creare quella manovra che tanto piacerebbe a Bavagnoli e che, a volte, si è anche vista. E senza manovra mancano le soluzioni, soprattutto quando l'unica alternativa sono i lanci lunghi nel tentativo di scavalcare la difesa avversaria, ben attenta ad attivare la trappola del fuorigioco.

Cinque minuti dopo l'inizio della ripresa, Pettenuzzo è intervenuta in ritardo in area di rigore: penalty, Prugna dal dischetto e 1-0 Empoli. Forse non meritato per quanto si era visto fino a quel momento, ma legittimato nel resto della gara. La reazione giallorossa, salvo una grande opportunità negata a Hegerberg sulla linea, è stata poco incisiva e concreta. In quel momento poi, le toscane non avevano alcun interesse a continuare a pressare alto, cosa che ha bloccato ancora di più la Roma. Con le giallorosse buttate in avanti nel finale (è entrata anche Landa, all'esordio) è arrivata la ripartenza dell'Empoli che ha portato al definitivo 2-0. Con Baldi fuori dai pali, Bartoli ha istintivamente bloccato di mano un tiro destinato in porta, causando il rigore e venendo espulsa. Dal dischetto stavolta è andata Glionna che ha battuto Baldi di potenza. Al triplice fischio la Roma è uscita a testa bassa, perché stavolta i segnali positivi sono davvero pochi.

La pausa per svegliarsi

È mancata la capacità di adattarsi al gioco di un avversario che prova a produrre lo stesso calcio, ma che sfrutta i pochi episodi a favore, la precisione e il cinismo che servono per vincere le partite. Caratteristiche che sono fondamentali per essere da Champions, quella dimensione che la Roma vuole raggiungere dalla scorsa stagione ma che, dopo partite come questa, sembra molto lontana. La sconfitta di Monteboro pesa anche in chiave di classifica, perché in un campionato a 12 squadre le occasioni per riprendersi sono poche e mai semplici. Adesso Bavagnoli e la squadra hanno la pausa delle nazionali per riprendere in mano la situazione, lavorando sugli errori e cercando di riempire dei vuoti che riguardano le scelte, in campo e dalla panchina. Il tempo per lavorare c'è, ma non è tanto.

«Nessuna scusa»

Ieri ha fatto il suo esordio anche Soffia, che ha analizzato lucidamente la gara ai microfoni di Roma Tv dopo il triplice fischio. «A mio parere loro non hanno giocato bene, ma sono state cattive davanti alla porta - ha dichiarato - e questo fa la differenza. Non ci sono scusanti, dovevamo concretizzare di più e non l'abbiamo fatto. Ora c'è la sosta e lavoreremo per analizzarci e migliorarci». Con 4 punti in 3 partite, c'è molto da analizzare e correggere perché la Roma sia grande, e lo sia alla fine di quest'anno.