Gasperini: "Lesione per Koné, lo aspettiamo per il Sassuolo". E su Dybala...
Alla vigilia della sfida di Serie A contro il Genoa, il tecnico presenta il match in conferenza stampa al Fulvio Bernardini. Tutti gli aggiornamenti sull'evento
(GETTY IMAGES)
La Roma si avvicina alla sfida contro il Genoa. Anche stavolta, l'obiettivo sarà ottenere il massimo. Alla vigilia del match, Gian Piero Gasperini presenta la sfida in conferenza stampa al Centro Sportivo Fulvio Bernardini di Trigoria. Ecco tutti gli aggiornamenti sulle dichiarazioni del tecnico giallorosso.
Condizioni di Koné e Dybala?
"Koné ha fatto risonanza, una lesione di primo grado non particolarmente significativa. Ci vuole il tempo necessario, speriamo di recuperarlo col Sassuolo. Dybala non ha situazioni particolari, ha un affaticamento al polpaccio, speriamo di poterlo avere la prossima settimana".
Occasione per Castro. Pellegrini può giocare arrettrato?
"Vista l'emergenza a centrocampo, Pellegrini può fare quel ruolo. Nel frattempo cercheremo di recuperare Cristante, speriamo già col Napoli, altrimenti quella dopo. Castro nelle ultime due non ha giocato, a Como c'era emergenza e col Real uguale. Lui è un ragazzo di valore, è una buona opportunità per lui".
Dopo una sconfitta del genere con il Real Madrid, avete capito il reale valore di questo gruppo e la forza di questa squadra?
"Sì, ma senza parlare di Scudetto o traguardi, perché diventa complicato. Questa squadra ha del valore e lo sta dimostrando da mesi. Ultimamente abbiamo affrontato Inter, Como e Real Madrid. In tutte queste gare abbiamo dimostrato valore. Poi si possono creare delle condizioni nell'arco della gara o delle defezioni, lì dipende. Arrivi a volte che sei al completo, a volte no, a volte succedono imprevisti come l'espulsione di Malen, difficile da immaginare. Noi usciamo da queste tre partite rafforzati nell'idea che se non succedono cose particolari, ce la giochiamo con tutti".
Qual è la difficoltà di un allenatore nel riapprocciarsi con la squadra dopo una gara come quella con il Real e poi con un risultato completamente opposto alla prestazione?
"L'altra sera il contraccolpo psicologico c'è stato sicuramente sul 3-2, e questo è un qualcosa su cui assolutamente dovremo lavorare e rimediare. Questa squadra non si deve sentire la necessità di dover vincere per forza la Champions o lo Scudetto. Questa squadra si deve esprimere e basta. Se hai un calo morale, quello che conta è sempre la prestazione, sempre come ti raffronti con questi club. Poi sappiamo che nei minuti finali si decidono le partite, le abbiamo decise nel finale con il Parma, con l'Atalanta. Abbiamo subito con Inter, Real Madrid. C'è una forza su cui possiamo rimediare con organizzazione, saltata sul 3-2, e con una reazione forte, che è venuta un po' a mancare. Ma per fortuna giochiamo subito, giochiamo con diverse defezioni. Con una squadra che magari non ha i campioni del Real Madrid, ma che ha un'organizzazione superiore, capacità di coprire e occupare spazi superiore. Quello che dobbiamo fare, indipendentemente dalle assenze, è di giocatori che si sentono forti quando vengono impiegati. Non riusciremo sempre a giocare con gli stessi giocatori con questo calendario, le sostituzioni sono necessarie. Ci sta che si possano fare sostituzioni quando devi marcare Diomandé, Vinicius, Endrick. Chi giocherà, come Castro, come Mora, come altri che giocheranno. Ha bisogno di acquisire la stessa fiducia, le competizioni si gioca con la rosa. Con la squadra, che ormai non è più 11 giocatori. Ma 20, minimo. Quando giochi questo tipo di competizioni, quando partecipi alla Champions, devi avere un numero allargato. Tra infortuni e squalifiche, ci sono le partite. Questa sarà la terza partita in 7 giorni, poi ci sarà la quarta martedì. Il calcio è cambiato, o ci adeguiamo o subiamo. Poi però torno anche a guardare le cose belle, e dico di ripartire da lì. Alziamo il livello anche dei giovani che abbiamo, che dovranno portarci alla vittoria col Genoa. Non sarà facile, eh. Anche se fossimo al completo. L'unica cosa che mi preoccupa un po' è che abbiamo pochi cambi. Qualche Primavera potrebbe esordire".
C'è un problema nei big match coi black out?
"Non sono black out, l'ho detto prima. Come noi pesiamo su certe partite che ribaltiamo, ci sono avversari che hanno giocatori che fanno lo stesso. Col Real, la partita l'ha ribaltata Endrick. Nel modo poi più imprevedibile. Poi ognuno interpreta come vuole. Ci mise in difficoltà Gatti, entrato e ha fatto gol nella mischia. Non solo con noi, anche con altre squadre. Quando si arriva nei finali, molte di queste squadre risolvono le gare in questo modo.
Forse la rosa va anche allungata?
"È la stessa cosa. Ma oggi non possiamo fare nulla. Quando mi dicono che mi lamento... oggi per chi fa queste competizioni, non può avere la stessa rosa di qualche anno fa. Poi possiamo prendere anche dal settore giovanile, non giocheremo mai in dieci. Chi fa le coppe, per il calendario che c'è. Difendere a zona o a uomo? In una situazione così ridotta, di pochi metri dentro la tua zona, ormai vai a difendere comunque sul tuo avversario. La nostra è una difesa che è sempre stata efficace, ci ha fatto fare risultati e ci ha consegnato anche gol. Abbiamo fatto gol con Hermoso, Mancini, Ndicka, Cristante. Prendiamo atto di quello che è successo e lo miglioreremo. Sul 3-2 c'è stata mancanza di organizzazione, sugli altri due è calata l'attenzione".
La sua storia ci insegna che vuole gestire il risultato mentendendo l'intensità. Questa è la strada che deve seguire la Roma?
"Secondo me quello è un falso problema, poi con i 5 cambi soprattutto. Oggi il calcio è questo, devi giocare 90 minuti. Ci sono state partite che abbiamo ribaltato e altre in cui siamo stati ribaltati. Negli ultimi quarti d'ora, quando si è in equilibrio, pesano i cambi e le situazioni. Non c'è un problema di mantenere l'intensità, se non il fatto che giochi tante partite e che qualcuno possa avere un po' di calo. Che le partite debbano durare 90 minuti è innegabile, l'altra sera c'è stata un'anomalia. Avessi preso altri tipi di gol, avremmo fatti altri discorsi. Abbiamo preso gol da palla inattiva".
A che punto è la crescita di Soulé e Mora?
"Due ragazzi indubbiamente in crescita. Soulé ha 23 anni, non è un giocatore definito, ma è un giocatore di valore. Lo stesso anche Mora, non c'è problema con questi ragazzi. Soulé sta bene, ha preso qualche botta, ma sta bene".
Come sta Pellegrini? De Roon è pronto per fare 4 partite da titolare?
"De Roon ne giocherà molte di più di 4 in dieci giorni, ha una continuità importante, non ha mai avuto difficoltà. Un atleta sano, è fortemente motivato per questa esperienza, il gol con il Real ha premiato la scelta che ha fatto. Un giocatore di assoluta affidabilità. Pellegrini ha avuto un intervento chirurgico, è stato fuori dei mesi e sta recuperando un po' di forza. È sulla strada giusta".
A che punto è il recupero di Cristante?
"Ci auguriamo possa tornare per Napoli, non sarà facile, ma la speranza è quella. Lui è un guerriero, in situazione di difficoltà farà ancora di più. Ma non vogliamo mettere a repentaglio una guarigione che sta procedendo bene".
È rimasto meno contento dell'entrata di qualche calciatore col Real? Da cosa è dovuto il contraccolpo psicologico?
"Al 77' abbiamo avuto una palla gol. Io ho visto un'altra roba col Real, poi rispetto tutti, ma ho visto un'altra roba. Sugli angoli c'è stato timore, una mancanza di reazione, e fino a quel momento non era successo. Poi sulla psicologia si può parlare per mesi, la farei un po' più semplice. Mora è entrato bene, Pellegrini è entrato bene, Pisilli è entrato bene, abbiamo avuto una defezione subito. Balerdi e soprattutto Koulierakis, è entrato a 10 minuti dalla fine e ha partecipato ai calci d'angolo. Non mi sembra ci siano state situazioni così pericolose, pressioni che ci impedissero di giocare. È anomalo, va a inibire tutto il resto della partita, ma fa parte del risultato".
C'è l'idea, in vista del Genoa, di avere un attacco stretto per riempire e aiutare Castro a bucare una difesa chiusa? Le soluzioni a centrocampo, c'è possibilità di vedere un difensore in mediana?
"Dobbiamo valutare tutte queste cose, è chiaro. Ora, a meno che non ricorriamo a ragazzi della Primavera - e lo farò - abbiamo tante defezioni. Malen, Koné, Dybala, Cristante fuori. Abbiamo numeri in difesa e sugli esterni, altrove non abbiamo cambi. Ma per giocare ci siamo. Non c'è problema. Di questi giocatori che stiamo parlando, sono andati tutti in campo. Abbiamo bisogno di forza, convinzione, energia. Siamo protagonisti in campionato, la Serir A dura 38 giornate. Ma in un modo o nell'altro dobbiamo vincere. Sicuramente avremo spirito, forza, mentalità ed energia per cercare di vincere. Se vinci queste partite, dai valore ai giocatori che magari giocano meno. Ma è necessario sia così".
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