La premessa va fatta: se abbiamo accettato di prendere una posizione netta sull'argomento del giorno accogliendo il perfido invito del mahatma Cagnucci, sapendo che cosa può significare in termini di ritorni social con gli screenshot che rischiano di perseguitarti negli anni, è solo perché sia gli autori dei pezzi sia il sadico direttore provano la stessa stima nei confronti di quello straordinario attaccante che risponde al nome di Edin Dzeko.

Al malcapitato sottoscritto spetta invece il compito di spiegare perché oggi abbia un senso prendere in considerazione l'ipotesi di sostituire il fenomenale bosniaco al centro dell'attacco con un polacco privo di onori (al suo attivo solo una coppa Italia col Napoli quest'anno, peraltro senza segnare, con una sola partita da titolare, con la Lazio, e 146 minuti in totale).

A spiegare il senso di quest'operazione potrebbero bastare i numeri. Intanto il numero otto: sono gli anni di differenza che intercorrono tra uno e l'altro giocatore. Il polacco non è ancora entrato nel pieno della sua maturità tecnica, Dzeko è destinato sicuramente alla parte discendente della sua parabola.

Se paragoniamo il cammino dei due giocatori dai venti ai ventisei anni il rendimento sotto il profilo realizzativo è stato molto simile: Edin passò dal Teplice (Repubblica Ceca), al Wolfsburg fino al Manchester City, segnando in sei stagioni 134 reti in 255 partite, ad una media di 0,52 reti a partita. Per Milik abbiamo invece preso in considerazione i suoi due anni all'Ajax e i 4 a Napoli. Nel suo caso la media è di 0,47 a partita, rapportando le 95 reti alle 199 presenze.

Ma il valore del polacco sottoporta è indubbiamente migliore se consideriamo il rendimento degli ultimi campionati, raffrontando le loro performance in serie A. Limitandoci alla sola media realizzativa, solo in un anno su quattro Dzeko ha segnato in media di più, nella sua seconda stagione alla Roma (la prima del polacco al Napoli), arrivando a segnare 0,82 reti a partita, a fronte del comunque ragguardevole 0,74 di Milik. Ma il polacco ha avuto l'exploit l'anno successivo (2017-18) con 0,91 reti contro 0,45 di Edin, l'anno scorso ha vinto ancora Milik 0,60 a 0,29, quest'anno la media a favore del napoletano è stata di 0,53 a 0,47.

Se però parliamo solo di media gol e non di numeri assoluti un motivo c'è e ha a che fare con la tendenza ad infortunarsi dell'attaccante polacco. Negli ultimi sei anni, Dzeko ha giocato 56 partite in più del "rivale" (segnando però appena 17 reti in più) proprio perché Milik si è fermato per due gravi infortuni al ginocchio tra il 2017 e il 2018, da cui però sembra essersi decisamente ripreso (quest'anno è stato fuori solo per motivi muscolari, che gli hanno comunque fatto perdere nove partite: le stesse che Edin per infortunio ha saltato in quattro anni). Insomma, Milik segna più di Dzeko, è più preciso nei passaggi (ma fa meno assist) ed è più uomo d'area. Ma solo quando sta bene: e questo resta il grande dubbio.