Gasperini e i suoi intoccabili: muro su Koné
L’Atletico Madrid aveva offerto 45 milioni per Manu, “no” da Trigoria: Gian Piero vuole tenere i big. D'Amico in arrivo, Friedkin a colloqui con l'Uefa
(GETTY IMAGES)
Avviso ai naviganti, Trigoria non è diventato un supermercato. E nelle idee di Gian Piero Gasperini, ovvero l’uomo posto al centro del futuro romanista dai Friedkin, non lo diventerà. Perché sì, la Uefa attende al vaglio la Roma a fine mese, per chiudere dopo quattro anni il settlement agreement firmato nell’estate del 2022, ma no, non c’è la volontà di svendere per questo i migliori pezzi della rosa.
Nonostante questo, c’è chi racconta una realtà in cui l’Inter colleziona interessi per i giocatori della Roma: all’accoppiata Koné e Ndicka, pare vadano aggiunti anche Mancini e Soulé (chissà se anche qualche magazziniere, a questo punto). Ovviamente il tutto ai prezzi giusti per le casse milanesi e magari infilandoci dentro qualche pedina da scambiare (il Carlos Augusto o il Frattesi di turno). Peccato che di offerte, ancora, neanche l’ombra. O meglio, una di offerta, da 45 milioni complessivi, è arrivata negli scorsi giorni, per Manu Koné. A inviarla però non ci ha pensato l’Inter dei miracoli, ma l’Atletico Madrid, ricevendo come risposta un “no” abbastanza perentorio. Insomma, se qualcuno avesse voglia di prendere informazioni sul prezzo di Manu, questa può essere una prima indicazione.
Insomma, fosse per Gasperini non andrebbe venduto nessuno dello “zoccolo duro” che l’ha aiutato a riportare la Roma in Champions League dopo un digiuno lungo sette stagioni, ma sicuramente non si svende. Perché lo sa anche Gasp, che il concetto di “incedibile” è anacronistico in un calcio moderno sempre più attento ai bilanci, però il tecnico (e con lui altri dentro Trigoria) vuole provare ad arrivare a dama senza privarsi dell’argenteria.
La cessione a titolo definitivo di Sangaré è un primo piccolo passo, al quale ne seguiranno altri (come raccontato nell’articolo della pagina a fianco), per avvicinarsi il più possibile ai desiderata della Uefa. Sulla cifra esatta di plusvalenze da raggiungere entro il 30 del mese non si è ancora fatta chiarezza. In molti sostengono che 50 milioni possa essere un target verosimile, ma i discorsi tra Nyon e la Roma vanno avanti, condotti in prima persona dal presidente Dan Friedkin, supportato dal segretario generale Lombardo e dall’uomo dei conti Morrow. La speranza è che, da questi colloqui, possa uscire entro breve un obiettivo chiaro, magari con la variante relativa all’aggiunta di una multa. Esempio: 35 milioni di plusvalenze e una cifra, importante, versata come sanzione. Ecco che allora le tante piccole cessioni potrebbero bastare, supportate dagli introiti generati dall’annata romanista e non solo. La società, come tutte le altre di Serie A, aspetta ad esempio i soldi che arriveranno dalla causa con IMG per i diritti tv. Alla Roma spetta una cifra tra i 15 e i 18 milioni, che farebbe molto comodo. Il club, nel frattempo, è alla ricerca di nuovi sponsor e di un accordo con il Basilea sul caso Calafiori (anche qui, la Roma spera di ricavare qualche milione).
Tutte entrate che potrebbero agevolare il lavoro di Tony D’Amico, pronto ad accasarsi a Trigoria. Il prossimo ds romanista, nelle ultime ore ha risolto anche gli ultimi aspetti (economici) che lo legavano ancora all’Atalanta. Aspetti che ne hanno tardato l’approdo alla Roma, che da giorni aspetta di poterlo annunciare.
Così da dare il via al tandem, già vincente a Bergamo, con Gasperini. Perché c’è da vendere (e non svendere), ma non solo. Vanno rinnovati i contratti di Dybala, Pellegrini e Celik. E poi pianificati gli acquisti. Greenwood, per esempio, piace parecchio.
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