Arriva. Se nella notte non è successo l'imponderabile, Sergio Oliveira oggi, intorno alle undici e trenta sbarcherà da un volo privato all'aeroporto di Ciampino. Secondo acquisto, meglio dire prestito, di questa sessione di mercato dalla quale la Roma e Mourinho si augurano di uscire con una rosa migliore e più equilibrata. Ieri, in tarda serata, Roma e Porto hanno messo a punto gli ultimi dettagli di un trasferimento che, per la verità, era concluso da giorni. L'ultimo ostacolo da superare, oltre ai numeri precisi sui termini del prestito, è stato il tecnico della squadra portoghese, ovvero quel simpaticone di Sergio Conceicao. L'allenatore alla su società non ha nascosto il malumore per la partenza di un giocatore che lui considera un titolare aggiunto (in questa stagione, Champions a parte dove è sempre andato in campo, in campionato Oliveira è stato utilizzato meno del prevedibile) e che se proprio doveva andare via, lui aveva la necessità di avere un sostituto. Pare che, in questo senso, la garanzia gliela abbia data Jorge Mendes, procuratore di Oliveira.

In ogni caso, la situazione si è sbloccata e Oliveira, come voleva dopo la grande delusione dell'estate scorsa quando vide sfumare all'ultimo il suo trasferimento alla Fiorentina, si può ormai considerare un giocatore della Roma. Andando a coprire quel buco del centrocampista che Mou denuncia dalla passata estate. I termini dell'accordo tra le parti non sono ancora noti, ma crediamo di non andare lontano dalla verità, dicendo che la Roma pagherà poco più di un milione per il prestito più un diritto di riscatto fissato intorno ai tredici e mezzo. È probabile che il diritto possa trasformarsi in obbligo al verificarsi di alcune condizioni tra cui il numero di presenze che il portoghese metterà insieme da qui alla fine della stagione (in tutte le competizioni). L'obiettivo di Mourinho è mandare subito in campo il portoghese, già domenica prossima contro il Cagliari all'Olimpico. Oggi Sergio Oliveira farà subito le visite mediche e poi, domani, sosterrà il primo allenamento con i suoi nuovi compagni. Per il giocatore, per il quale anche se non ufficialmente c'è l'intenzione di acquistare poi il cartellino, è pronto un contratto quadriennale da due milioni e mezzo netti più bonus, in pratica circa ottocentomila euro in più rispetto a quello che prendeva al Porto. Se poi, come si spera, il giocatore rimarrà da queste parti per almeno due anni, il lordo dello stipendio si ridurrà del cinquanta per cento in virtù del decreto crescita.

Due prestiti aveva detto Pinto, due prestiti ha fatto. Dunque bisogna ritenere chiuso il mercato in entrata della Roma? Possibile, ma noi non ci scommetteremmo. Non tanto per le parole di Pinto prima della sfida cotnro la Juventus («Contiamo di chiudere il nostro mercato entro un paio di settimane», quindi il tempo c'è), quanto perché l'ormai quasi certa partenza di minimo tre giocatori dell'attuale rosa ci fa tornare in mente uno dei mantra del direttore sportivo giallorosso. Ovvero uno parte, uno arriva. Dunque con tre cessioni, la matematica basica ci dice che potrebbe arrivarne un altro. Magari facendo anche un piccolo sforzo economico. Perché il nome più gettonato nella testa dello Special One e di tutto lo staff mercato della Roma, continua a essere quello di Boubacar Kamara, il ventiduenne francese di proprietà del Marsiglia con un contratto in scadenza tra meno di sei mesi. Quel Marsiglia, oltretutto, che alla fine di questa stagione dovrà versare venti milioni e quattrocentomila euro per i riscatti ormai obbligati di Ünder e Pau Lopez. Pinto lo ha trattato per parecchie settimane scontrandosi sempre, oltre che con una numerosa concorrenza, con l'intenzione del ragazzo di voler arrivare alla scadenza naturale del suo contratto. E allora, per quello che ci risulta, nei giorni scorsi Mourinho ha preso il telefono e ha telefonato al francese. Spiegandogli che la sua duttilità tattica, centrocampista e difensore centrale, sarebbe perfetta per le esigenze della Roma che vuole pensare in grande. A Trigoria sono in attesa di una risposta.