Si affrontano oggi al San Paolo le due squadre che negli ultimi anni si sono scambiate i ruoli di anti-Juventus. Tuttavia, se gli azzurri stanno rispettando anche nell'attuale stagione questo ruolo, l'altalenante Roma di quest'anno è ancora distante dalle primissime posizioni. Ma la Serie A va avanti e il tempo per recuperare posizioni si restringe. Per questo, non sono più ammessi passi falsi. Sia chiaro, perdere a Napoli ci potrebbe stare e non sarebbe un ridimensionamento. Lo sarebbe solo se il passo falso fosse mentale. Detto ciò, la Roma ci crede e lo dimostrano le parole di Di Francesco di ieri: «Per vincere a Napoli ci vorrà una grande partita». La altri frasi del mister, inoltre, certificano come Difra consideri più difficile affrontare il Napoli di Ancelotti piuttosto che quello allenato da Sarri.

Roma e Napoli sono squadre che quest'anno hanno un percorso formativo similare, anzi se dovessimo scegliere chi delle due abbia un aspetto più definito sceglieremmo la Roma dei tre dietro Dzeko, mentre Ancelotti ancora alterna una difesa a tre e mezzo di spallettiana memoria a una con quattro uomini. C'è da dire che il 4-4-2 inaugurato nel match contro la Fiorentina ha trasformato la difesa degli azzurri, tanto che nelle ultime nove partite tra campionato e Champions gli azzurri hanno subito sei reti, le stesse subite nelle prime tre giornate, mantenendo la porta inviolata in ben sei occasioni. Nonostante la decisa virata sullo schieramento in campo, la Roma è l'unica squadra a non aver giocatori di movimento sempre presenti in ognuna delle gare disputate in questo campionato (l'unico sempre in campo è il portiere Olsen), pur essendo la squadra che conta più marcatori diversi in questo campionato (11). A dimostrazione che i giallorossi hanno fatto ricorso in maniera sistematica al turn over, una scelta che potrebbe premiare nel lungo termine.

La Roma che scenderà in campo al San Paolo è legata a doppio filo alle condizioni di Florenzi. È molto probabile che alla fine l'esterno giallorosso sia costretto a saltare il match (con Santon al suo posto), ma questa mattina ci sarà un confronto tra il calciatore e Di Francesco, alla fine del quale verrà presa la decisione definitiva. Il ragazzo di Vitinia, come è noto, non è al meglio ma la tentazione di Di Francesco è di ripetere l'assetto vincente del derby. Per questo, aveva pensato a uno schieramento con Florenzi alto a destra con Ünder spostato a sinistra al posto di El Shaarawy, costretto agli straordinari per le assenze di Perotti e Kluivert. Al centro Lorenzo Pellegrini, ormai padrone della maglia e del ruolo. Straordinari richiesti anche a De Rossi, vero equilibratore del gioco di Di Francesco e che oggi tocca il prestigioso traguardo delle 450 presenze in Serie A. Tutte con la stessa maglia.

Forse Di Francesco potrebbe concedere una chanche da titolare a Juan Jesus al centro della difesa al fianco di Manolas, una mossa che andrebbe interpretata in funzione di Insigne, pericolo numero uno per la difesa giallorossa, che si presenterebbe con un assetto inedito con Santon basso a destra e Kolarov a sinistra. Non solo Insigne, però, perche Marek Hamsik quando vede giallorosso si scatena: per lo slovacco cinque gol e quattro assist in 20 presenze contro la Roma in Serie A.

Dopo nove anni le strade della Roma e di Carlo Ancelotti tornano a incrociarsi. L'ultima volta che l'ex centrocampista della Roma tricolore del 1982 ha affrontato la sua ex squadra da allenatore era il 24 maggio 2009, Milan-Roma 2-3, il giorno dell'addio al calcio di Paolo Maldini. A proposito di Milan, risale a un Napoli-Milan del novembre del 2012 la prima doppietta esterna di El Shaarawy in Serie A.

In Napoli-Roma si affrontano due squadre votate all'attacco: da una parte, la squadra con la più alta percentuale di tiri nello specchio in questo campionato (la Roma con il 54%), dall'altra, il Napoli, la squadra che ha realizzato più reti su azione (16). Una prova del nove per la retroguardia della Roma, capace però di chiudere con zero reti al passivo sei delle ultime otto trasferte.