"Se fossi stato un personaggio della letteratura sarei stato Ulisse, trovava sempre il modo di cavarsela con qualche pensata originale. In campo ero come lui". Parola di Francesco Totti che si racconta al quotidiano torinese La Stampa. L'occasione è ancora l'autobiografia scritta insieme a Paolo Condò: "Da quel giorno è fisso sul comodino. Mi piace saltare qua e là per aiutarmi a ricordare una persona, una partita, una situazione. E' dolcissimo. Non sono mai stato un grande lettore, fin qui non è stato il mio passatempo preferito. Però il libro sulla mia vita segna un nuovo inizio, d'ora in poi leggerò di più. Ho appena iniziato una specie di seconda vita, ci sta che la riempia di cose differenti dalla prima".

Totti poi ripercorre il suo rapporto con la lettura: "Il primo libro che ho letto? Il Piccolo Principe, lo ricordo bene. Non posso dire di aver amato un libro in particolare, perché onestamente ne ho letti pochi. Però "Va' dove ti porta il cuore" che ebbe grande successo quando avevo vent'anni e confesso di averlo comprato per questo, mi commosse molto". Il dirigente giallorosso poi conclude: "A cosa serve un libro?
Ad aprire la mente, ad allargare il vocabolario e a farsi venire qualche curiosità".